Yu-Gi-Oh! 5D’s World Championship 2010 Reverse of Arcadia – Recensione DS

A cura di Vampirehunter

Su Nintendo DS l’appuntamento annuale con la serie “World Championship” di Yu-Gi-Oh! va avanti dal 2008 con l’assegnazione al videogioco di “Software ufficiale” per allenarsi in maniera competitiva al Trading Card Game. Il brand è in continua espansione e, neanche a dirlo, l’uscita annuale è un motivo in più per commercializzare le carte promo grazie anche a questo canale di distribuzione.

L’edizione 2010 offre poche novità e molte somiglianze: la struttura di gioco è presso che identica, sia nelle partite della modalità World Championship che nella struttura di gioco della modalità Storia. La novità più rilevante è l’aggiornamento e l’introduzione di nuovi set di carte, modifiche sul grado di limitatezza delle carte e miglioramento dell’interfaccia grafica durante lo scontro con icone e simboli più visibili.

La modalità Storia presenta qualche miglioramento per le gare su Corridore-D, con l’introduzione delle Speed Card e l’aumento di trappole e salti.

Minori novità riguardano la costumizzazione del personaggio, con aggiunte di vestiti, facce ecc…

La modalità Storia si sviluppa all’interno della seconda parte della prima stagione di Yu-Gi-Oh 5D’s e ci verrà chiesto di creare un proprio alter ego da utilizzare all’interno del gioco. Inizieremo la storia nei panni di una “cavia da laboratorio” del Movimento Arcadia, in grado di sviluppare i poteri psichici dei propri adepti per i propri interessi. Interessante iniziare dalla parte dei “cattivi” per avere un punto di vista diverso da ciò che normalmente ci abituano i videogiochi di questo genere, peccato che in linea generale la storia presenti una sceneggiatura a prova di stupido, creata essenzialmente per ragazzi lobotomizzati e priva di spessore o interesse. Una delle novità delle ultime due edizioni (2010 compresa) sono le gare di Corridori-D, moto modificate e in grado di sfruttare la potenza delle carte da gioco come vettore per ricevere bonus utili per vincere. Non si presenta come una modalità alternativa, ma solo come una boccata di aria fresca durante una partita piena di duelli con le carte. L’uso delle carte, inoltre, sarà presente anche in queste gare grazie alle Speed Card ottenibili con gli oggetti sparsi per le piste. Questi duelli (Turbo duelli) sono essenzialmente utili per concedere più margini di variabilità su gare in cui le piste non sono mai delle grosse insidie, come gli avversari.

L’utilizzo delle regole speciali e dei duelli 1 vs 2 sono senza dubbio delle mosse interessanti, capaci di schiodare il giocatore dall’utilizzo di un solo mazzo per tutta la durata del gioco.

Infine il Tag Team, modalità a mio giudizio molto più bella del singolo perchè permette di combinare deck e strategie di battaglia tra i due giocatori creando partite mai scontate e dai risvolti sempre imprevedibili.

Purtroppo la pecca del gioco continua ad essere una Intelligenza Artificiale non all’altezza della mole di carte, di regole e combinazioni che il gioco può offrire. Questo pregiudica sicuramente l’andamento di una partita Tag, dove più volte il giocatore si vede annullata la propria strategia per scelte errate della CPU dettate dal suo mazzo e non da entrambi.

La grafica di gioco appare molto simile al videogioco dell’edizione precedente, con qualche rifinitura sull’interfaccia grafica ma con molti modelli e animazioni rimaste invariate dalla scorsa edizione.

Il sonoro non è niente di spettacolare: le musiche sono legate all’ambiente fantascientifico in cui si ambienta la storia, sono presenti in tutto il gioco ma in maniera ripetitiva e molte volte inadatte alle situazioni di gioco, altre volte fin troppo variabili. Gli effetti sonori non si differenziano dal capitolo precedente e rimangono sufficienti, sicuramente da migliorare.

Il grado di rigiocabilità del gioco è sicuramente alto e dettato dalla modalità World Championship e dalla possibilità di giocare sulla piattaforma WFC Nintendo.

Tutte le modalità di gioco, tutte le carte e i duellanti che si incontrano e si sconfiggono durante la modalità Storia saranno sbloccati automaticamente su questa modalità, diventando, quindi, la modalità perfetta per testate, allenare, scoprire strategie e combinazioni  per il proprio deck.

Unita alla modalità online, in cui è possibile duellare con altri giocatori in “carne ed ossa”, la modalità World Championship si dimostra ancora la punta di diamante della saga, con i limiti, però, descritti precedentemente sull’IA delle CPU.

Conclusioni

La serie World Championship è un punto di ritrovo per gli appassionati del Trading Card Game di Yu-Gi-Oh! ed ogni anno offre sempre un ottimo software per coloro che giocano a carte per divertimento o in maniera competitiva. I problemi sorgono però su questo aspetto, perchè se da una parte il videogioco è oro colato per tutti coloro che non possono provare ogni giorno o ogni volta che vogliono il proprio mazzo con persone reali, da un’altra la cura e il perfezionamento intorno all’Intelligenza Artificiale deve essere massimo e, per questa edizione, non si può dire che lo sviluppo di questa componente sia stata molto soddisfacente. Per fortuna la modalità online arriva in soccorso di tutti coloro che vogliono affrontare una sfida simile a ciò che incontreranno nei tornei sparsi per tutto il mondo, ma questo non deve essere una scusante.

GRAFICA: 7,5
SONORO : 6
GIOCABILITA’: 8
LONGEVITA’: 8
TOTALE: 7

+ Il compagno di gioco di ogni appassionato
+ Modalità World Championship ricca di modalità e duellanti
+ Ottima modalità Online
– IA spesso non all’altezza
– Scomparsa di carte considerate obsolete dalla Konami
– Comparto sonoro da rivedere

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