To Love-Ru – Recensione Anime

A cura di TommasoDS

La seguente recensione fa riferimento alla prima serie, ovvero To Love-Ru (To LOVEる), da non confondere con Motto To Love-Ru (もっとTo LOVEる) o To Love-Ru -Darkness- (ToLOVEる -ダークネス), relativi sequel.

Rito Yuuki è un ordinario studente quindicenne, innamorato all’ossessione di una compagna di classe, Haruna Sairenji, ma ogni volta che prova anche solo a rivolgerle parola, succede qualche imprevisto che gli impedisce di dichiararsi.

Malgrado i consigli di Saruyama, suo “fidato” compagno di classe, tutto va sempre per il verso sbagliato, finché una sera, mentre il poveretto è intento a deprimersi nella sua vasca da bagno, la sua vita subisce un repentino stravolgimento: una bellissima ragazza -con una strana coda- esplode letteralmente fuori dall’acqua, e dichiara di essere Lala Satalin Deviluke, principessa del lontano, e bellicoso, pianeta Deviluke, in fuga da misteriosi inseguitori, ma i guai sono appena iniziati.

La premessa ricorderà a molti un’altra opera, Lamù, e si potrebbe dire che questo To Love-ru sia il degno erede di quel tipo di show, difatti, in questa versione animata la storia è in molti casi solo un pretesto per dare sfogo ai guai che Lala e le sue invenzioni (che puntualmente non funzionano) scatenano su Rito e i suoi amici.

Le gag paiono essere il più delle volte la parodia di anime più famosi, ma risultano comunque godibili e qualche risata riescono a strapparla sempre.

Il genere a cui appartiene questa opera è chiaro e senza fronzoli sin dalla prima apparizione della protagonista: in effetti, il fanservice è parte integrante di ogni puntata e in generale, complice anche l’assoluta assenza da parte di Lala di qualsivoglia vergogna, si vedrà più pelle che vestiti.

Disgraziatamente, si è optato per una modifica della trama originale (che avviene dopo alcuni episodi), con conseguente prolificazione di filler di bassa qualità e ristagnamento di personaggi e storia, il tutto poteva essere comprensibile se il manga fosse stato carente in quanto argomenti, ma dato che così non è, l’unica opzione rimanente è che a quei tempi si volesse puntare più sul pubblicizzare il prodotto che altro; questo è chiaro soprattutto oggi, visto che si è da poco conclusa la terza (se si contano gli oav) stagione, consistente in uno pseudo-reboot della serie seguendo più fedelmente il manga.

Godibili risultano essere anche le animazioni, ma comunque mai allo stato dell’arte, pulite e sopra la media per un anime di questo genere.

Sono presenti alcuni esempi di “risparmio”, sfondi riciclati, animazioni simili tra loro, in alcune scene movimenti ridotti al minimo, ma niente di grave e soprattutto niente che non sia presente in ogni altro anime.

Belle le musiche, l’opening e le due ending sono piacevoli da ascoltare mentre la colonna sonora, benché poco presente, riesce ad enfatizzare le scene facendo piuttosto bene il suo lavoro.

Menzione speciale invece per il doppiaggio, i caratteri dei protagonisti sono stati ben riportati dal manga e tutte le voci risultano essere appropriate e ben recitate, si potrebbe dire che la visione di una puntata meriti solo per sentire le voci di Haruna o Lala. Per quest’ultima in particolare è stata chiamata Tomatsu Haruka, che è anche stata responsabile, fra le tante delle voci di Nagi (Kannagi) e Mileina (Gundam 00: 2nd Season).

Conclusioni

To Love-ru risulta essere uno show piacevole per i “novizi” di questo tipo di anime o per chi già è fan di certe serie, gli altri, probabilmente, non apprezzeranno le gag demenziali o il continuo fanservice.
La decisione di guardarlo o no spetta solamente alla voglia che si ha di ridere beceramente per una ventina di minuti o di piangere con qualche drama, a ognuno il suo, come si dice.

http://www.youtube.com/watch?v=Gmp2Cd-_gpA

+ Poco impegnativo e spensierato
+ Doppiaggio appropriato
– Le gag potrebbero risultare ben presto ripetitive, soprattutto per chi non ama il genere
– Ricorda un po’ troppo Lamù…?

One Comment

on “To Love-Ru – Recensione Anime
One Comment on “To Love-Ru – Recensione Anime
  1. Visto prima e seconda serie, ora è cominciato anche darkness…però lo stereotipo dell’anime harem con il protagonista sempre imbarazzatissimo, ha un po’ rotto.
    Cioè, o così o Yosuga No Sora? Ma ci sarà pure una via di mezzo no?
    Per chi se la fosse persa, ecco la recensione di Yosuga no Sora: http://www.gameshinbun.tv/2012/01/20/yosuga-no-sora-recensione-anime/
    Se volete un “anime harem” con risvolti “decisi” allora avete trovato l’anime giusto 😀

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