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La principessa e il ranocchio – Recensione Film

La principessa e il ranocchio è il 49° film Disney, che per l’occasione torna alla tecnica di animazione tradizionale: il disegno animato.

Un’altra fiaba famosa

Come per Rapunzel, anche in questo caso ci troviamo di fronte alla rielaborazione di una famosa fiaba, in questo caso “Il Principe Ranocchio”. Si tratta della famosissima fiaba che ci raccontavano da bambini, nella quale un principe trasformato in ranocchio doveva baciare la principessa per riacquistare le proprie sembianze. Nella rielaborazione Disney, la situazione rimane più o meno la stessa, ma con la presenza di tanti nuovi personaggi e situazioni divertenti, per aggiungere un po’ di pepe alla storia.

Il contesto in cui si svolge la storia è del tutto nuovo, ovvero la New Orleans degli anni 30, con gli immancabili intermezzi musicali “come solo Disney sa fare”, in questo caso in pura salsa jazz.

Altro dettaglio, che difficilmente vi sfuggirà, è che quasi tutti i protagonisti umani della vicenda sono di colore, ma questo aspetto è stato ribadito fin troppe volte durante (e per) la promozione o la critica del film, quindi mi limiterò a dire che si tratta di un aspetto talmente marginale, che non se ne dovrebbe nemmeno discutere. Ma già che ci siamo, perchè dovrebbe suscitare stupore o ammirazione la decisione di una nuova principessa Disney di etnia afro-americana, quando anni fa abbiamo assistito a film (sempre della Disney) come Mulan o Pocahontas?

Detto questo, possiamo passare ai disegni e i personaggi.

La versione Disney

Come accennato poco fa, la storia è ambientata negli anni 30 a New Orleans, città nota in questo periodo soprattutto per la musica e la cucina. La protagonista della storia è Tiana, che inizialmente vediamo da bambina, come promessa della culinaria, e poco dopo grazie ad un salto temporale, vedremo la sua storia da ragazza. Il suo sogno più grande è comprare il vecchio zuccherificio, restaurarlo, e trasformarlo nel ristorante più esclusivo della città, ma al momento è obbligata a lavorare presso il Duke’s Cafe, ovviamente sprecata per le sue abilità. Un giorno riceverà un’ottima offerta per preparare una grande quantità di dolci per una festa in maschera, con la quale riuscirà a raggiungere la quota per aggiudicarsi lo zuccherificio, ma i proprietari ricevono un’offerta migliore e Tiana vede andare nuovamente in fumo il suo sogno. Questo fino a quando incontra un ranocchio parlante, che le confessa di essere un ricchissimo principe, a questo punto la ragazza, disperata, decide di baciarlo e…
Il film vero e proprio inizia da questo punto, quindi lasciamo a voi il piacere di scoprire il resto della storia.

Non finirò mai di stupirmi

Ogni volta la Disney è in grado di inventare nuovi personaggi, alcuni un po’ ridondanti, come il cattivo di turno, Facilier, che ricorda un po’ troppo il Jafar di Aladdin, ma anche simpatici elementi, come Louis, Ray e l’incontentabile principessa Charlotte. Ognuno per i propri motivi, la maggior parte dei personaggi di questa storia vi rimarrà impressa, animali e non.

Da sottolineare soprattutto Louis e Ray nella versione italiana, doppiati rispettivamente da Pino Insegno e Luca Laurenti, che si confermano ancora una volta ottimi doppiatori (oltre che attori).

Il ritorno al cartone animato

Dopo ben 3 film consecutivi in computer grafica, Disney torna al celebre disegno animato che l’ha resa famosa in tutto il mondo. Anche da questo punto di vista il film è ottimamente realizzato, con personaggi animali e umani animati egregiamente, tanto da sembrare “vivi”, lo stesso dicasi per il doppiaggio, sempre appropriato e perfettamente coordinato (versione italiana). Anche gli ambienti, sia esterni che interni, sono ottimamente disegnati, confermando ancora una volta la cura che Walt Disney Animation Studios pone nei propri lavori, soprattutto negli intermezzi musicali.

Conclusioni

La principessa e il ranocchio si rivela quindi un ottimo film, inizialmente scandito da un ritmo lento e malinconico, ma che ben presto diventerà movimentato e divertente. Nonostante la storia sia tratta da una fiaba conosciutissima, Disney è riuscita ancora una volta a rielaborarla in modo fantasioso, con tanti momenti esilaranti e nuovi personaggi che si inseriscono ottimamente nel contesto, soprattutto i già citati Ray e Louis.

+ Personaggi divertenti
+ Contesto originale
+ Ritmo incalzante…

– …ma la parte iniziale è un po’ lenta

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