Jack Keane: Al Riscatto dell’Impero Britannico – Recensione PC

Di solito non recensisco avventure grafiche, ma è grazie a titoli come Broken Sword: Il Segreto dei Templari, Hector : Episode 1 e Jack Keane se ho incominciato ad apprezzare davvero il genere.

Un cenno di trama

Jack è un pirata qualunque, scapestrato e pure sfortunato. Nonostante questo, la Regina di Inghilterra deciderà di affidargli una missione: guidare un Agente Segreto Britannico su Tooth Island, una piccola e verde isola delle Indie. Da un’apparente “missione dal guadagno facile”, si trasformerà ben presto nell’avventura che Jack cercava da tempo, grazie al quale riuscirà anche a far luce sul proprio passato.
Come al solito preferisco essere sintetico sulla trama, ed eventualmente accennando altri dettagli durante la recensione, ma niente che possa rovinarvi l’avventura o tanto meno il finale.

I dialoghi

Punto forte di questo gioco sono sicuramente i dialoghi, tutti interamente doppiati in Italiano. I personaggi che animano tali discorsi non sono certo originalissimi, Jack stesso sembra molto simile a Nathan Drake della serie Uncharted, la bionda Amanda sa comunque di già visto e anche i doganieri Inglesi rispondono al solito stereotipo del “grassoccio e del magrolino che litigano sempre” alla Stanlio e Ollio, stereotipo ripreso per l’ennesima volta anche nella serie TV Tedesca: Squadra Speciale Cobra 11.
Nonostante questo, i dialoghi vi strapperanno ben più di un sorriso, non potrete non ridere quando il proprietario dell’hotel vi mostrerà tutto fiero la sua (unica) stella, per poi essere costretti a rovinargliela qualche secondo dopo, oppure le scuse dei doganieri per non farvi entrare nella città o ancora i dialoghi tra Jack e l’Agente Segreto o i venditori. Per non parlare poi delle varie possibilità di dialogo, alcune completamente fuori luogo (volutamente), come chiedere al cattivone del gioco in cosa si era laureato ed esporre i propri dolori “intermittenti”, e lui che vi risponderà senza scomporsi più di tanto! Geniale.
Nulla da dire a riguardo: doppiaggi e battute sono per la maggior parte divertenti, nonché originali, anche se lo stesso non si può dire del character design della maggior parte dei personaggi.
Nota: la voce Italiana di Amanda a mio avviso è migliore rispetto a quella Inglese, dove invece sembra una camionista.

Estetica

Graficamente parlando, Jack Keane non è malaccio, ma una cura maggiore non avrebbe di certo guastato. Va bene che si tratta di un titolo del 2008, ma alcune textures sono di bassa qualità, soprattutto verso le fasi finali, per non parlare di un espediente usato alla fine del gioco che mi ha lasciato di sasso: ci troveremo a bordo di una nave volante e vedremo sotto di noi un’isola (realizzata in 3D), neanche troppo distante, ma costellata di sprites bidimensionali di cespugli per farla sembrare più folta. Neanche a dirlo, sono espedienti che non si vedevano dai tempi del Nintendo 64 ormai…

Enigmi enigmatici

Come da tradizione, anche in Jack Keane non mancano i classici puzzle da risolvere, che si tratti di ricomporre un oggetto mancante o trovare il modo per passare oltre una pianta carnivora gigante.
Il problema è proprio qui: oltre la metà degli enigmi sembra avere una risoluzione illogica e a dir poco forzata, come ad esempio sparare ad una corda con un fucile invece che tagliarla con il coltello, oppure un nemico dotato di pistola che è possibile sorprendere dai fianchi, ma non da dietro, e altri ancora.
Capiterà spesso, infatti, di risolvere gli enigmi cercando di usare tutti gli oggetti dell’inventario su tutte le parti interattive dello scenario, visto che il più delle volte la logica non sarà vostra amica, purtroppo.
Oltre a questo, bisogna aggiungere una buona dose di oggetti da trovare durante l’avventura, per terra o sullo sfondo, il problema è che passano troppo spesso inosservati, facendo girare il vostro personaggio e il vostro mouse a vuoto per diversi minuti.
Un peccato da questo punto di vista, probabilmente sarebbe bastato coinvolgere meno oggetti e cercare di non forzare troppo certi enigmi: non sempre è una buona idea far “scervellare” il giocatore, soprattutto se poi la soluzione si rivela decisamente illogica.

Binari? Quali binari?

Il secondo problema di Jack Keane è l’eccessiva rigidità dei movimenti, infatti mentre il nostro personaggio si sposta, lo vediamo chiaramente seguire binari prestabiliti. Non è un problema grave sia chiaro, ma vedere il protagonista di un avventura 3D che si muove in spazi aperti seguendo un binario invisibile, è abbastanza triste. Per carità, anche in Syberia ci saranno stati questi “binari”, ma erano decisamente meno evidenti durante i movimenti, non sembrava di vedere un carretto impazzito sulle rotaie, ecco.
Lo stesso discorso, sia chiaro, si applica anche mentre il personaggio cammina, non solo mentre corre, visto che i cambiamenti repentini di direzione sono davvero difficili da non notare.

Conclusioni

Jack Keane: Al Riscatto dell’Impero Britannico è una buona avventura grafica in 3D nonostante tutto, le animazioni sono il più delle volte legnose e gli enigmi proposti sono per lo più frustranti e forzati, piuttosto che ingegnosi, ma il tutto è condito da dialoghi veramente divertenti che vi faranno sicuramente sbellicare in alcune occasioni.
Non è sicuramente uno dei migliori del suo genere, ma sono contento di averlo giocato per i dialoghi, quindi se state cercando un punta e clicca divertente, anche a discapito degli enigmi, allora Jack Keane: Al Riscatto dell’Impero Britannico è il gioco che fa per voi, in caso contrario guardate altrove.

Grafica: 6.5
Sonoro: 8
Giocabilità: 5.5
Longevità: 7.5
Totale: 6.5

+ Dialoghi divertenti
+ Situazioni esilaranti
+ Adatto anche ai neofiti…
– …benchè il gioco non sia semplice o tra i migliori del suo genere
– Enigmi per lo più illogici
– Animazioni legnose (soprattutto dei movimenti)
– Character design dei protagonisti poco originale

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