Il divertimento passa dalla perfezione?

Consumando ore su ore giocando in co-operativa con amici su Borderlands mi sono chiesto se il divertimento non debba per forza passare dalla perfezione del titolo. Borderlands è come un film low budget che pochi conoscono, molti ne hanno sentito parlare, ma solo pochi sono in grado di descrivere le potenzialità di questo titolo. Essendo però un low budget, tante volte cade inconsapevolmente in sbavature sugli effetti speciali o dettagli tecnici che nei videogiochi si traducono in bug di gioco e meccaniche di gioco a volte non all’avanguardia. Il gioco presenta grossi problemi sulla guida dei mezzi, le collisioni con gli oggetti dello scenario a volte sono terrificanti, raramente si possono sballare le missioni, gli indicatori delle missioni sono posizionati malissimo, la storia è assai superficiale e giocandolo in co-operativa diventa praticamente assente perchè coperta dalle discussioni dei giocatori in voice chat e perchè non riesce ad essere centrale, ma sempre un opzione da poter scegliere di seguire o meno. Dopo una panoramica del genere, però, al gioco rimane il divertimento che provoca durante il gioco multiplayer, vero caposaldo che spinge i giocatori ad iniziarlo e reiniziarlo, più e più volte, per aiutare l’amico di turno che lo ha appena acquistato e si è subito accorto che in single player è troppo noioso. Altro piccolo problema del gioco è proprio questo: il gioco è stato sviluppato sulla co-operativa, in singolo purtroppo non riesce ad esprimersi. Quindi tra un bug e l’altro, tra una battuta e l’altra, una sudata e l’altra per il livello di sfida che a volte offre il gioco, Borderlands è diventato per me il gioco che online ho più apprezzato, perchè invece di essere competitivo come la stramaggioranza degli FPS di questa generazione, fornisce una co-operativa, un sistema Diablesco per l’acquisizione delle abilità, equipaggiamenti generati casualmente, casse a generazione casuale, distributori a generazione casuale, gli elementi di un FPS e di un RPG occidentale si fondono così bene che il gioco diventa appetibile per entrambe le sponde e per tutti quelli che non sputano nè su un genere nè su l’altro. Nonostante le ore di gioco, Borderlands si rivela sempre divertente da rigiocare e rigiocare, sopratutto con i giocatori che lo giocano per la prima volta perchè cerchi di aiutarli man mano che avanzi con la partita, ti sforzi di ricordare questo o quel punto del gioco, l’esperienza ti porta ad una migliore gestione del personaggio, ma contemporaneamente esulti come fosse la prima volta che giochi quando ottieni equipaggiamenti validi e/o rari, sudi come fosse la prima volta nelle parti più ostiche e ti abitui sempre di più al fottuto tunnel blu di trasferimento. Per questo e non solo che a volte il divertimento non deve passare necessariamente per la perfezione di un titolo o la presunta perfezione.

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.