HeartCatch PreCure! – Recensione Anime

HeartCatch PreCure! (o Heartcatch Pretty Cure se preferite) è la settima serie dedicata alle Pretty Cure, ma trattandosi di una storia indipendente, potete vederla anche senza aver mai visto una puntata delle precedenti “incarnazioni”.
Come sempre mi riservo dallo svelarvi dettagli che potrebbero rovinarvi la visione del prodotto, quindi rimarrò sul vago come al solito.
Nota: la seguente recensione fa riferimento alla versione Giapponese.

Personaggi

Le protagoniste di questa nuova serie sono inizialmente due, come nelle prime serie: Tsubomi ed Erika. Come al solito, anche i caratteri sono decisamente diversi, in questo caso proprio opposti: Tsubomi adora i fiori ed è molto timida, ma decisa a cambiare, mentre Erika è una stilista in erba molto espansiva, vivace…e troppo divertente!
Inizialmente due, perché ad un certo punto le Pretty Cure diventeranno un quartetto, ma preferisco non rivelarvi le identità delle rimanenti guerriere, per non rovinarvi la sorpresa, però posso dirvi che difficilmente non vi piaceranno.
Sono ovviamente presenti anche i personaggi secondari, compagni di scuola di Tsubomi ed Erika, conoscenti e parenti, ognuno con almeno un episodio dedicato, sempre interessante, soprattutto quello dedicato a Shiku Nanami, mi viene ancora il magone, episodio a dir poco commovente.
Anche questa volta non mancano le mascotte, inizialmente solo due, Chypre e Coffret, simpatici e coccolosi, che permettono alle Pretty Cure di trasformarsi.

La trama in breve

Tsubomi si sta trasferendo in una nuova città con la sua famiglia, e mentre sono in viaggio si addormenta e sogna una misteriosa guerriera, Cure Moonlight, intenta a contrastare le forze del male. Convinta che sia solo un sogno, successivamente capirà che è accaduto tutto per davvero, e sarà chiamata lei stessa a sostituire Cure Moonlight nella difesa dell’ Albero dei cuori (Kokoro no taiju), fonte di tutti i cuori umani.
I nemici questa volta sono gli Apostoli del deserto (Sabaku no shito), decisi a distruggere l’Albero dei cuori e rendere il mondo deserto.

Sviluppo della puntata tipo

Come da tradizione, ogni puntata è dedicata ad un personaggio o tema, ma in questo caso riguarda quasi sempre i personaggi secondari, ai quali viene sottratto il proprio Fiore del cuore (Kokoro no Hana) dagli Apostoli del deserto, che sfruttano le insicurezze e paure della persona per creare un Desertrian, ovvero un mostro di grandi dimensioni generato da un oggetto inanimato, e nemico ricorrente della serie, come al solito.
Alla fine di ogni puntata, Coffret o Chypre rilasciano un Seme del cuore (Kokoro no tane) per ripristinare l’Albero dei cuori…dal di dietro (sì, dal sedere…). Ok, l’idea di generare queste “monete” per guarire l’albero ecc. va bene…ma perché dal sedere?! O_o
Questa routine si ripete per quasi tutte le puntate, salvo le sfide contro gli Apostoli del deserto stessi e le ultime cinque puntate.

Nuovi nemici

Gli Apostoli del deserto sono bene o male tutti interessanti, benché due assolutamente stereotipati, decisione comunque condivisibile in questo caso specifico, nonostante tutto sono comunque meno carismatici degli antagonisti di Futari wa Precure Splash Star e Fresh PreCure!.
Nota negativa per Dune, il capo dell’organizzazione nemica: molto belli i combattimenti che lo coinvolgono, ma non viene spiegato o detto perché vorrebbe rendere il mondo un deserto, nemmeno alla fine (sembra un po’ troppo fine a sé stesso, non capiamo nemmeno se era/è un essere umano).

Combattimenti

A livello di combattimenti siamo a livelli standard della serie, tuttavia le ultime puntate sono davvero coinvolgenti, benché non raggiungano i livelli del famoso combattimento dell’episodio 48 di Futari wa Precure Splash Star (nessun altra serie fino ad ora ci è riuscita, comunque), ma ci vanno comunque vicino.

Graficamente parlando

Esteticamente i personaggi si discostano da ciò che abbiamo visto fino ad ora, apparendo più “infantili” (come disegni) e in generale più comici, ma con colori assolutamente sgargianti! Fortunatamente scompaiono anche i tratti approssimativi in “stile matita” dei contorni degli esterni visti in Yes! PreCure 5 (e GoGo!), mentre (a volte) la colorazione, sempre negli esterni, appare sbrigativa e frettolosa, ma solo qualche volta appunto.
Esteticamente risultano davvero ottime anche le due sigle di chiusura, entrambe realizzate in Computer Grafica: i modelli delle PreCure sono realizzati e animati in modo davvero soddisfacente, sarebbe bello vederli in un videogioco per PS3 (o PS4) in stile Raging Blast/Storm…
Nota negativa per gli Snackey (che ricordano i Putty Patrollers dei Power Rangers): disegnati in modo troppo semplice e non sempre animati a dovere, talvolta sembrano quasi “appiccicati” sullo sfondo.

Musiche e voci

La colonna sonora risulta davvero adatta a tutte le situazioni proposte, anche il doppiaggio (ancora una volta) è decisamente azzeccato.
La sigla di apertura è perfetta per la serie: tenera e spensierata, è stata un piacere ascoltarla per tutti e 49 gli episodi.
Ottime anche le due sigle di chiusura: la prima decisamente orecchiabile e ritmata, mentre la seconda ricorda i canti Gospel.
Nota di merito per “Heart goes on”, che sentiremo due volte durante la serie: l’inserimento (entrambe le volte) è talmente azzeccato che varrebbe la visione (o ri-visione) dell’intera serie anche solo per questo!

E la versione Italiana?

Ormai è diventata un’abitudine, quindi ne approfitto: perché non dovreste guardare Heartcatch PreCure! in Italiano?
Quindi togliamoci il dente, questa volta ve lo dico in due semplici punti, nello specifico:

– La sigla in Italiano ha lo stesso ritmo di quella Giapponese ma, come per Fresh PreCure!, l’hanno voluta fare ancora una volta forzatamente “lirica” usando un tono fuori luogo e che manda letteralmente a far benedire l’idea di fondo della sigla di apertura Giapponese (tenera e spensierata, ricordate?)
– I nomi delle tecniche speciali sono in Inglese nella versione Giapponese, non andavano riadattati, e che cavolo! “Fortissimo” invece è rimasto “Fortissimo”, di grazia…
Essendo un programma (in teoria) pensato per le bambine, posso comunque capire la traduzione…ma perché cambiare proprio il significato in alcuni casi??

Tuttavia c’è anche una nota positiva per la versione Italiana:

+ La voce Italiana di Erika/Cure Marine…è semplicemente perfetta anche in Italiano!

Insomma, come al solito: guardatevelo in Giapponese, per farla breve.

Conclusioni

Heartcatch PreCure mi ha sorpreso, dalle prime immagini e character design avrei pensato di vedere una seria con poca azione e non all’altezza delle precedenti, e invece è diventata una delle mie preferite!
Colori sgargianti, personaggi divertenti (ma senza rinunciare a momenti drammatici o tristi, ce ne saranno, vi assicuro), combattimenti all’altezza, ottima sigla di apertura (decisamente azzeccata) e lo stesso vale per entrambe le sigle di chiusura. Si chiude il sipario con diverse tracce musicali, sempre in grado di sottolineare la situazione corrispondente, e la canzone “Heart goes on” assolutamente stupenda ed inserita in modo perfetto entrambe le volte.
Non la reputo la mia serie preferita di Pretty Cure in assoluto (che rimane la primissima, Futari wa PreCure, nonostante tutto), ma ci è andata davvero vicina: consigliata, consigliata, e ancora consigliata (anche ai novizi del genere)!
Nota: se non piangi neanche un pochino alla puntata 14, sei una bestia senza cuore.

+ Divertente, ma non mancano certo i momenti tristi o drammatici
+ Erika è troppo simpatica!
+ Le Pretty Cure iniziano in due e diventano poi quattro…e funziona benissimo questa volta
+ Stile grafico “infantile”, ma con colori e azioni da vendere
+ Ottimo doppiaggio
+ Cure Moonlight è ganzissima!
– Gli Snackey sono quasi sempre disegnati in modo approssimativo
– I semi del cuore (Kokoro no tane) escono dal sedere…ma che cavolo?! O_o
– La versione Italiana contiene modifiche senza senso ai nomi delle tecniche speciali e la sigla Italiana risulta forzatamente intonata, senza alcun motivo

Curiosità

* Ritorna la tradizione della trasformazione tramite mascotte, anche se in questo caso non si trasformano loro stessi in oggetti.
* HeartCatch Pretty Cure è la prima serie nella quale i mostri vengono generati dai sentimenti delle persone.
* HeartCatch Pretty Cure è la prima serie nella quale muore una mascotte e una Pretty Cure a cui appunto è deceduta.

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