Ghost Squad – Recensione Wii

Sega ci propone il suo sparatutto “su binari” uscito nel 2004 nelle sale giochi di tutto il mondo, Ghost Squad. Il gioco si arricchisce di nuove modalità ed extra, progettate appositamente per la versione Wii.

Da cabinato a console

Con o senza Wii Zapper, i controlli di gioco sono piuttosto affidabili, garantendo un’esperienza di gioco prossima a quella del cabinato. A differenza di quest’ultimo però, è stata aggiunta una modalità Party, dove fino a quattro giocatori potranno affrontare la modalità storia (ovviamente in cooperativa).
Ghost Squad possiede altre due modalità di gioco: Training e Arcade.
La modalità training permette di prendere confidenza con i tasti di gioco e affrontare alcune prove balistiche, con la possibilità di confrontare i punteggi con un altro giocatore umano.
Arcade è la modalità principale del titolo e consiste nel superamento di tre sezioni di gioco, ovviamente di crescente difficoltà. Si avete capito bene, solo tre livelli.
Se per un cabinato da sala giochi può non essere un fattore troppo importante, in un gioco per console invece la longevità è piuttosto significativa.
Completando una sezione sbloccheremo lo stesso livello, ma con nuove possibilità d’azione e l’intelligenza artificiale dei nemici leggermente migliorata.
Negli scenari che andremo ad affrontare, talvolta sarà possibile operare alcune scelte, come aprire la porta che ci si para davanti oppure ignorarla e proseguire per la nostra strada. Si tratta spesso di interazioni marginali, ma se non altro esse permettono la rigiocabilità dei livelli, per scoprire tutti i percorsi possibili al loro interno.

Personalizzazione ed extra
In questo sparatutto è possibile customizzare il proprio personaggio (e i propri nemici) scegliendo tra decine di indumenti e costumi alternativi, ma soprattutto tra una moltitudine di armi.
Ogni profilo utente creato è contraddistinto da un livello del personaggio, punti esperienza accumulati e altre statistiche. Meglio vi comporterete nei tre livelli (salvando ostaggi e proteggendo i vostri compagni, ad esempio) e più punti otterrete, grazie a i quali salirete di livello ed entrerete in possesso di contenuti extra per il vostro alter-ego.

Oltre ad avere una modalità arcade poco duratura, il gioco presenta una grafica di basso livello, addirittura inferiore agli episodi di Time Crisis apparsi su PS2. Se oltre a questo aggiungiamo anche delle ombre totalmente inappropriate ai modelli di riferimento, potremmo addirittura dire che sotto il punto di vista grafico Ghost Squad sfigurerebbe anche su console di precedente generazione.
Il comparto sonoro è di basso livello, anche se non tanto quanto la grafica. I rumori provocati dalle armi sono piuttosto fedeli alle controparti reali ma le urla dei nemici e le musichette di sottofondo sembrano fatte con lo stampino.

Conclusioni

Il titolo è venduto a prezzo ridotto, ma purtroppo solo in America e Giappone, facendo diminuire ulteriormente il suo valore nel nostro territorio. Se in America e Giappone poteva essere considerato un antipasto quasi decente in attesa di Resident Evil: Umbrella Chronicles, lo stesso non si può dire della versione PAL, che arriva addirittura dopo Resident Evil.
Al posto di un porting, sarebbe stato meglio optare per un remake, con grafica rivisitata e modalità extra veramente interessanti, oltre ad un incremento di scenari.

Grafica: 5.5
Sonoro: 6
Giocabilità: 8
Longevità: 4.5
Totale: 5

+ Molti extra
– …uno più inutile dell’altro
– Dura poco più di una cena
– Graficamente invariato
– Quasi prezzo pieno in Europa al lancio

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