Futari wa Precure Splash Star – Recensione Anime

Futari wa Precure Splash Star (da noi conosciuto semplicemente come Pretty Cure Splash Star) è la terza serie dedicata alle Pretty Cure. Questa volta cambiano anche le protagoniste, visto che Nagisa e Honoka passano il testimone a Saki e Mai.
Nota: la seguente recensione fa riferimento alla versione Giapponese.

Personaggi e analogie

Partiamo dalle nuove protagoniste, Saki e Mai.
Saki (Cure Bloom/Bright) è una ragazza sportiva, sempre allegra e solare, e gioca nella squadra di Softball della scuola (sport simile al Baseball). Esteticamente si presenta un po’ troppo simile a Nagisa, così come il carattere e la voglia di sottolineare sempre di essere al massimo della forma, anche se in definitiva mi è sembrata più sopportabile e meno stereotipata.
La seconda eroina è Mishou Mai (Cure Egret/Windy), anch’essa esteticamente simile alla rispettiva Pretty Cure della serie precedente, Honoka, anche come carattere. Tuttavia riesce ad essere meno stereotipata di Honoka, alternando momenti di saggezza ad una natura innocente, quindi la preferisco decisamente rispetto alla Cure White. Adora disegnare, tanto che a volte si distacca quasi dalla realtà, sembrando proprio “tra le nuvole”.
Mai ha un fratello, Kazuya, del quale ben presto Saki si innamora. Per fortuna non assisteremo a fastidiose situazioni in stile “Nagisa e Fujipi Senpai”, in quanto il rapporto tra Saki e Kazuya ricorrerà pochissime volte, e quando ricorrerà non risulterà assolutamente invasivo e anzi, le situazioni saranno decisamente più naturali rispetto alle serie precedenti.
Ultime, ma non ultime, le nuove mascotte: Flappy, Choppy, Moop, Foop sono adorabili ed ognuno di essi è stato assegnato al suo doppiatore ideale, tanto da sembrare davvero vivi.
Delusione invece per la Principessa Filia, anonima, debole e quasi inutile…un vero peccato.

La trama in breve

Come sempre ci riserviamo dallo svelarvi dettagli che potrebbero rovinarvi la visione del prodotto, quindi rimarrò sul vago come al solito.
Nuove eroine, nuova avventura…ma sarà veramente così?
Scelte dagli spiriti del Fiore e dell’Uccello (non fate battute), Mai e Saki saranno scelte per diventare le nuove Pretty Cure e combattere contro Akudaikan, la nuova fonte di minaccia principale dell’anime (nelle prime due serie era Dark King). La routine (per certi versi) si ripete, troveremo nuovi antagonisti al servizio di Akudaikan, questa volta assolutamente bizzarri (in senso buono), accompagnati ogni volta da un Uzainaa, molto simile agli Zakenna, ovvero spiriti malvagi che prendono il possesso di oggetti e si trasformano di conseguenza, come nella serie precedente, la sostanza è rimasta quella.
Sebbene gli spiritoni malvagi di turno siano imbarazzanti come al solito, sia da vedere, sia a combattere, gli antagonisti principali sono invece ottimi.
La nuova serie è basata su sei fontane magiche da ripristinare, ognuna di esse difesa da un “guardiano” che possiede un elemento appartenente alla fontana di riferimento, ma sarà soprattutto il carattere a distinguerli, ad esempio Moerumba, il guardiano della fontana del Fuoco, che ama ballare e infilerà sempre qualche parola in Spagnolo all’interno dei suoi dialoghi: fantastico.
E come non nominare Dorodoron (Terra), con il suo singolare modo di parlare, oppure Ms. Shitataare (Acqua), oppure il mitico Kintoleski (Oro), quest’ultimo sempre concentrato sui proprio muscoli e con la voglia di migliorare ogni giorno, benchè si conceda anche del tempo libero per andare a comprare il pane dalla stessa Saki, la sua acerrima nemica!
Tutti questi antagonisti godono di un ottimo doppiaggio (almeno nella versione Giapponese), che riesce a far esprimere al meglio ognuno di essi, oltre ovviamente a rattristare il pubblico al momento dell’inevitabile sconfitta (ma penso che sia ovvio, non ditemi che era uno spoiler questo eh!).
Il ritmo dei combattimenti e della narrazione è abbastanza lento all’inizio, anche se giustificato dalla presentazione delle due nuove eroine e della loro vita, mentre gli scontri sono meno dinamici rispetto a Futari wa Precure, visto che stavolta si punta maggiormente sulle barriere magiche piuttosto che sulle arti marziali.
Tuttavia, arrivando all’episodio 23 la qualità della trama salirà assieme all’interesse dello spettatore, che a quel punto non potrà fare a meno di continuare e concludere la visione per scoprire come proseguirà la storia (niente di eclatante in generale, ma per quanto riguarda il genere majokko (“ragazze magiche”), si fa abbastanza interessante).
Prima di arrivare alla fine, assisteremo ad altri passaggi interessanti, come l’arrivo del mitico Kintoleski e relativi combattimenti, oppure le ultime due puntate, con un buon combattimento “alla Dragon Ball” senza mezzi termini e l’ulteriore evoluzione di due personaggi (e no, non sto parlando delle Pretty Cure qui, ma non dirò i nomi).
Insomma, di carne al fuoco ce n’è abbastanza, nonostante la prevalenza di barriere magiche rispetto ai combattimenti a mani nude, a differenza della primissima serie, ma se riuscirete ad arrivare al 23° episodio, da lì in poi è tutto in salita, sia come situazioni divertenti, sia come combattimenti, avversari sempre più potenti e trasformazioni.

Graficamente parlando

Disegni, animazioni e colori sono adatti all’occasione, leggermente migliorati rispetto alle due serie precedenti, mantenendo lo stesso stile ma giocando maggiormente sugli effetti di luce. Anche le animazioni per la maggior parte sono buone, anche se a volte si può notare un calo di credibilità per quanto riguarda alcuni salti o cadute, soprattutto durante alcuni combattimenti basati sulle barriere magiche.
In generale non ci si può lamentare troppo da questo punto di vista, se proprio dobbiamo lamentarci, dovremmo farlo sulla scelta dello stile di combattimento di questa serie, troppo “magico”: di pugni e calci non ne vedremo poi molti (anche se negli ultimi 2 episodi…)

Musiche e voci

I doppiatori sono nuovi e, come già accennato per gli antagonisti, sono stati davvero bravi a interpretare i vari personaggi. Anche le voci delle due Pretty Cure sono nuove, benchè ad un orecchio meno attento possano sembrare le stesse. Ottimo lavoro da questo punto di vista, non si può proprio dire nulla sul doppiaggio (almeno per quanto riguarda quello Giapponese).
La colonna sonora è anch’essa all’altezza, sottolineando le fasi di vita quotidiana, momenti dinamici, allegri e tristi con tracce adatte ad ognuno di essi.

Conclusioni

Che abbiate visto o meno le prime due serie non importa, si tratta di uno spin-off reboot, riprende da capo praticamente le stesse vicende, che è poi la routine di ogni serie anime di genere Majokko (ragazze magiche): il cattivone di turno che assieme ai suoi scagnozzi vuole distruggere tutto e un gruppetto da due a cinque ragazze che vogliono impedirlo.
Pur non arrivando ai livelli della prima serie (ma senza dubbio superiore alla seconda), Futari wa Precure Splash Star è un buon rappresentante del genere Majokko, grazie anche ai suoi bizzarri antagonisti (seriamente, è impossibile che non vi piacciano), e come ho detto qualche paragrafo fa, si tratta solo di resistere fino al 23° episodio, da lì in poi è tutto in salita. Consigliato, soprattutto a chi ha apprezzato la prima serie.

+ I nuovi antagonisti sono carismatici
+ Ottimo doppiaggio
+ Dall’episodio 23 in poi è tutto in salita, per non parlare degli ultimi due episodi che vi terranno letteralmente incollati allo schermo
– Meno pugni e più magia
– Mai e Saki ricordano un po’ troppo Honoka e Nagisa, sia di aspetto che di carattere, almeno all’inizio

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