Futari wa Precure – Recensione Anime

Futari wa Precure, da noi noto come Pretty Cure, è l’ennesimo (ma meritevole) anime di genere “ragazze magiche”. Tutto iniziò nel 1992 con la prima serie di Sailor Moon, e fu subito un enorme successo in Giappone, ma anche in America ed Europa. Quindi si sa, da un primo successo nascono a catena anche i “cloni” (più o meno interessanti), ovvero Magic Knight Rayearth (Una porta socchiusa ai confini del sole in Italia, argh), Card Captor Sakura, Ojamajo Doremi, Tokyo Mew Mew, Mermaid Melody: Pichi Pichi Pitch, Magical Girl Lyrical Nanoha e Precure, fondamentalmente. Sailor Moon, essendo il primo, costituisce “l’essenza” del genere, ma Precure è riuscito fortunatamente a ritagliarsi il suo (grande) spazio nel settore, e ora capiremo perchè.
Nota: la seguente recensione fa riferimento alla versione Giapponese.

La trama in breve

Come sempre ci riserviamo dallo svelarvi dettagli che potrebbero rovinarvi la visione del prodotto, quindi rimarrò sul vago come al solito. Futari wa Precure (la prima serie) ci racconta la storia di due ragazze (sì, solo due), ovvero Nagisa e Honoka. Le due non potrebbero essere più diverse: Nagisa è una ragazza sportiva e molto attiva, considerata da alcuni quasi un “maschiaccio” ed è inoltre molto popolare tra le ragazze. Honoka invece è l’opposto: una ragazza molto studiosa, silenziosa, adora la chimica ed è decisamente popolare tra i ragazzi. Le due ragazze frequentano la stessa scuola e addirittura la stessa classe, ma non si erano mai interessate una all’altra, fino a quando un attacco da parte di un “tirapiedi” della Dark Zone non le obbliga a collaborare e diventare le Pretty Cure, Difensori della Luce.

Arti marziali e Magic Girls?! Arienai!

Devo ammettere che questo anime mi ha offerto più di quanto potessi aspettarmi. Anni fa notai l’anime in questione su Rai 2, ma per un motivo o per l’altro non iniziai mai la visione.
Grande errore! Benchè Futari wa Precure sia pensato come un anime per bambine, i combattimenti sono veramente avvincenti, e tutti a suon di pugni e calci, mica si scherza!
Magari sto esagerando, ma durante la visione di questo anime non potevo credere ai miei occhi: una sorta di mix tra Sailor Moon e Dragon Ball, ma cosa si può volere di più?!
Purtroppo i combattimenti contro i membri della Dark Zone finiscono più o meno tutti nello stesso modo, ovvero con l’esecuzione del Marble Screw, ovvero la mossa speciale combinata di Cure Black e Cure White, le due protagoniste. Penso che sia questo uno dei problemi di questa prima serie, ovvero l’eccessiva ripetitività nella conclusione degli scontri (ottimo invece lo sviluppo!).

Esteticamente parlando

La veste grafica di Futari wa Precure si colloca nella media, ma quello che mi ha colpito maggiormente sono state sicuramente le animazioni durante i combattimenti, con movimenti fluidi e credibili. Sempre riguardo agli scontri, anche per gli ambienti non si è badato a spese, con tanto di edifici distrutti, esplosioni e colpi speciali.
L’unica vera critica che si può muovere contro il reparto grafico è la realizzazione della Dark Zone, spesso spartana e anonima, lo stesso dicasi per Queen, ovvero la sovrana del regno della luce, realizzata in computer grafica ma troppo statica (non muove nemmeno la bocca, tra l’altro), oltre che con una texture eccessivamente “rozza”.

Sonoro

Il comparto audio è più che convincente, con doppiaggi adeguati per ogni personaggio e ottime musiche. Menzione d’onore per Mipple, Mepple e Porun (gli abitanti del giardino della luce che aiuteranno le Pretty Cure), veramente divertenti e doppiati talmente bene da sembrare reali, soprattutto Porun: magistrale.

49 episodi per la prima serie

Arriviamo quindi al secondo problema di questa serie: il numero di episodi. Dopo aver terminato la visione, mi sono reso conto di quanti episodi potevano essere rimossi, poichè i contenuti erano del tutto irrilevanti (almeno una decina). Non esiste il manga di Futari wa Precure, ma se fosse esistito, gli episodi in questione sarebbero sicuramente stati dei filler, per intenderci.
Molto interessanti, invece, gli episodi che fanno proseguire la trama, soprattutto il 42°, il mio preferito in assoluto (e non credo sia solo il mio).

Conclusioni

Futari wa Precure è una serie da vedere, soprattutto se siete fan del genere “ragazze magiche”. Mettete da parte i pregiudizi, perchè a differenza di altre opere simili, Precure garantisce una sana dose di “botte da orbi” che riusciranno a incollarvi alla poltrona fino alla fine del combattimento, garantito. Purtroppo non è perfetto, infatti come descritto sopra i difetti sostanziali sono fondamentalmente due: l’eccessiva ripetitività della conclusione degli scontri (e NON dello sviluppo, lo ripeto) e almeno una decina di episodi che potevano essere evitati, poichè chiaramente creati per “allungare il brodo”.
Riguardo i combattimenti aggiungo un ulteriore informazione: lo sviluppo è SEMPRE interessante, a differenza di Sailor Moon dove nel 90% dei casi ritrovavamo sempre lo stesso sviluppo e la stessa conclusione.
Non fatevi ingannare dunque, per quanto mi riguarda è pure superiore a Sailor Moon, poichè (nonostante tutto) meno ripetitivo e più coinvolgente.
Piccola curiosità: durante i 49 episodi di questa prima serie, Nagisa dice “Arienai!” (tradotto: non ci credo!”) circa 110 volte!

Pro

+ Combattimenti “alla Dragon Ball”!
+ Ottimo doppiaggio e colonna sonora (versione Giapponese)
+ Animazioni convincenti

Contro

– Almeno 10 episodi “inutili”
– Queen è inguardabile e la Dark Zone è anonima
– Conclusione dei combattimenti ripetitiva

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