Fuller House, e poi mi chiedete perché amo Netflix

Una delle sitcom cult degli anni ’80-’90, Full House (Gli amici di papà in Italia) torna sui nostri schermi dopo ben 20 anni dalla sua conclusione grazie a Netflix. Ritroviamo tutti i nostri beniamini, Danny Tanner (Bob Saget) che ora sembra un po’ Giovanni Rana, Jesse Katsopolis (John Stamos) che non sembra invecchiato di una virgola, Aunt Becky (Lori Loughlin), il sempre buffo Joey Gladstone (Dave Coulier), le sorelle Stephanie e D.J. Tanner (Jodie Sweetin e Candace Cameron) e ovviamente l’immancabile Kimmy Gibbler (Andrea Barber).

I “vecchi” bambini

Stephanie dimostra fin da subito di avere gli attributi giusti per cominciare la serie nel migliore dei modi:

Ma per quanto mi riguarda è la bella D.J. Tanner a rubare la scena, ci credereste che ha ben 39 anni? Sembra ancora una ragazzina, e anche il suo modo di recitare è a dir poco adorabile. Per esigenze di copione, anche D.J. Tanner diventa vedova dopo aver avuto tre figli (l’originalità si spreca, essendo la stessa condizione iniziale di Full House del 1987, con Danny Tanner vedovo e con tre figlie da mantenere). Non potevano dire che il marito era scappato, era un alieno, un ninja, no. Il consorte deve per forza essere deceduto, non ci sono altri modi per mandare avanti una sitcom con la parola “Full House” nel nome, a quanto pare.

Polemiche per l’assenza di originalità a parte, la serie trasuda nostalgia e fine anni ’80 da tutti i pori, sia positivamente che negativamente, per non parlare delle ovvie (quanto attese) citazioni alla serie precedente. Non importa se avete visto Full House agli inizi degli anni ’90 o neanche due anni fa come il sottoscritto, se avete apprezzato la serie originale, guardando il sequel vi sentirete di nuovo a casa, con tutti gli attori del vecchio cast pronti ad accogliervi.

Beh, quasi tutti in realtà. La mancanza più grande è l’assenza della punta di diamante della serie originale: l’adorabile e simpaticissima Michelle Tanner, interpretata da Mary-Kate e Ashley Olsen dal primo fino all’ottavo anno di vita circa. Chiaramente i produttori hanno cercato di ingaggiare le gemelle per ritornare nel ruolo di Michelle, ma ovviamente senza successo, persino l’altra sorella (Elizabeth Olsen) pare sia stata contattata e abbia rifiutato. Tuttavia Fuller House ha scelto una strada ovvia ma in fondo giusta: Michelle ora vive a New York e lavora nel suo “impero della moda”. Suona familiare? Beh, è esattamente quello che Mary Kate e Ashley Olsen fanno nella vita reale! Non sto nemmeno a dirvi le simpatiche frecciatine e citazioni che vengono fatte a riguardo nella nuova serie, anche perché il successo della carriera delle due gemelle è quasi interamente da attribuire al ruolo in Full House, in fin dei conti. Nonostante il loro patrimonio combinato di circa 300 milioni di dollari, almeno un cameo lo avrebbero potuto fare, se non altro come tributo per i fan, e invece nulla di nulla.

Speravo anche nel ritorno di Gia Mahan (Marla Sokoloff), una delle migliori amiche di Stephanie apparsa per 8 episodi tra la stagione 7 e 8 di Full House. È diventata una gran bella donna, già da ragazzina prometteva molto bene, ve la ricordate?

gia

Poco male dai, l’abbiamo rivista un paio di anni fa nella serie The Fosters quindi direi che non ci possiamo lamentare, giusto?

I nuovi bambini

tommyAll’inizio ero scettico per i quattro bambini nuovi, ma mi sono presto dovuto ricredere, almeno per la metà di loro. Ramona Gibbler (Soni Nicole Bringas) e Max Fuller (Elias Harger) sono adorabili, in particolare Max sembra in tutto e per tutto un piccolo Danny Tanner, e funziona! Come suggerisce il cognome, Ramona è la figlia dell’esilarante Kimmy Gibbler, avuta con Fernando (Juan Pablo Di Pace), un nuovo e simpatico personaggio dalle origini spiccatamente latine. Infine troviamo il secondo figlio di D.J., Jackson Fuller (Michael Campion), che appare un po’ impacciato, sembra quasi che stia recitando sotto tortura, non è esattamente convincente e sì lo ammetto, mi sta un po’ sulle palle. Ultimo, ma non ultimo, il terzo fratello Tommy Fuller Jr., interpretato dai gemelli Fox e Dashiell Messitt, tamugni e per niente adorabili, più che un bambino sembra un piccolo orco uscito da Kalimdor. E meno male che questo dovrebbe essere il sostituto di Michelle Tanner: ma chi vogliamo prendere in giro?

Poi diciamocelo, potevano forse mancare i nuovi amichetti dei figli delle protagoniste, con età chiaramente random, anche se in teoria dovrebbero essere coetanei? E potevamo forse farci mancare la classica collezione di amici “uno per colore” per essere sempre e per forza politically correct? Ovviamente no, quindi anche questa volta le amiche di Ramona sono una per colore, alte quasi come la porta nonostante dovrebbero avere in teoria 12-13 anni e niente, già così sembra la classica barzelletta del “c’era un russo, un italiano e un cinese”. Posso anche passarci sopra a questa ostinazione del politically correct a tutti i costi, ma una ragazzina cinese di nome Lola, per favore NO.

 

Tirando le somme

Per concludere, Fuller House non è per tutti, è uno show pensato per chi ha visto e apprezzato la serie originale Full House, essendo ricca di citazioni e riferimenti che solo chi l’ha vista può cogliere e apprezzare. I primi minuti della prima puntata, se non addirittura la prima metà buona, sono quasi imbarazzanti, ma andate oltre e guardatevela tutta: se vi è piaciuto Full House, allora Fuller House non vi deluderà. Peccato per l’assenza di Michelle, senza alcun dubbio uno dei personaggi divertenti e scommetto non solo per il sottoscritto.

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