Fuller House, la seconda stagione non delude le (mie) aspettative

Come ben sapete (?) non parlo spesso di serie tv in questo blog/sito/Bat caverna, ma quando si parla di Full House/Fuller House, eccomi pronto a criticare. Not today! O meglio, non più del solito.

Dopo la “recensione” della prima stagione di Fuller House, è già arrivato momento di parlare un po’ della seconda, uscita giusto tre giorni fa su Netflix (e che chiaramente ho già finito in una maratona che neanche Usain Bolt).

Vecchie conoscenze e nuove sagome

Oltre ai meloni in saldo di Jodie Sweetin (Stephanie Tanner), tornano tutti i personaggi visti nella precedente stagione, ma per quanto mi riguarda Max Fuller (Elias Harger) e Fernando Hernandez-Guerrero-Fernandez-Guerrero (Juan Pablo Di Pacesono le vere sagome di questa seconda stagione. Il personaggio di Max si guadagna maggiore screen time e il personaggio che avevamo cominciato ad apprezzare nella scorsa stagione non fa altro che confermare le potenzialità precedentemente espresse. Stesso discorso per Fernando, che diventa un regular e ci spiazza con le sue nuove gag e la nuova ritrovata e totale fedeltà per la moglie (nella prima stagione si faceva fatica a fare il tifo per lui effettivamente, soprattutto all’inizio).

Non mi sbilancio troppo su Ramona Gibbler (Soni Nicole Bringas) e Jackson Fuller (Michael Campion), ma diciamocelo: le situazioni che li coinvolgono sono abbastanza noiose e difficilmente riescono a strappare un sorriso. Jackson passa la maggior parte del tempo a lamentarsi e auto commiserarsi, mentre Ramona non pensa ad altro che a ballare cercare di farsi piacere un certo Popko, amico di Jackson che ricorda un Celentano dei poverissimi. Per come la vedo io, l’unico modo per salvare questi due personaggi e aggiungere un minimo di interesse alle loro situazioni sarebbe farli innamorare. Tra di loro intendo.

Poi ci sono i soliti quattro anzianotti Danny Tanner (Bob Saget) che ora sembra un po’ Giovanni Rana, Jesse Katsopolis (John Stamos) che non sembra invecchiato di una virgola, Aunt Becky (Lori Loughlin) e il sempre buffo Joey Gladstone (Dave Coulier). Quest’ultimo però ce lo ritroviamo un po’ più stronzo rispetto alla precedente stagione, boh ok. Infine non poteva mancare anche quel piccolo orchetto di Tommy Fuller Jr. (Fox e Dashiell Messitt), ancora non in grado di parlare (per fortuna o per sfortuna?), che devo ancora capire come fanno a trovare adorabile. Non è il classico bambino tracagnotto che ispira simpatia tipo i Carlini, è quel tracagnotto bruttino tipo i Bulldog per capirci.

Tra i nuovi personaggi (degni di menzione) troviamo una nuova amichetta per Max, Rose (Mckenna Grace), davvero simpatica e promettente come attrice, Jimmy Gibbler (Adam Hagenbuch, Mingo in Switched at Birth), fratello di quella matta di Kimmy Gibbler, e infine alcune Guest stars come Duane Moffat (Scott Menville), il mitico “Whatever” man della serie originale.

Torna anche la mia adorata Gia Mahan (Marla Lynne Sokoloff), anche se purtroppo solo per una puntata. Ma almeno me l’hanno fatta rivedere, yay!

E Michelle?

E Michelle boh! Non manca ovviamente una nuova frecciatina sarcastica nei confronti delle gemelle Olsen da parte del buon John Stamos, chissà se sarà la volta buona. Da un’intervista risalente a febbraio 2016, Ashley ammette chiaramente di non recitare da quando aveva 17 anni mentre Mary-Kate si limita a dare la colpa al “brutto tempismo”. Ma da bambine prodigio quali erano, possibile non siano in grado di apparire nemmeno per una puntata? A me sembra solo a bunch of crap sinceramente, a maggior ragione che Michelle era indubbiamente uno dei personaggi più divertenti della serie originale. Riusciranno a fare il miracolo per la terza stagione?

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