Fresh PreCure! – Recensione Anime

Fresh PreCure! (o Fresh Pretty Cure! se preferite) è la sesta serie dedicata alle Pretty Cure, ma trattandosi di una storia indipendente, potete vederla anche senza aver mai visto una puntata delle precedenti “incarnazioni”.
Come sempre mi riservo dallo svelarvi dettagli che potrebbero rovinarvi la visione del prodotto, quindi rimarrò sul vago come al solito.
Nota: la seguente recensione fa riferimento alla versione Giapponese.

Personaggi

Le protagoniste di questa nuova serie sono Love, Miki e Inori, che come al solito diventeranno Pretty Cure per difendere la Terra (vedi: Giappone) dal nemico di turno: Labyrinth.
Le Pretty Cure di questa serie sono inizialmente tre, per diventare poi quattro: è stata riposta veramente tanta cura nella decisione e nell’introduzione della quarta eroina, tanto da essere l’argomento portante di questa nuova serie.
Sempre sul lato “buoni” bisogna assolutamente menzionare il simpaticissimo Kaoru-chan, che ricorda vagamente Lupin III, e le due mascotte di questa nuova serie: Tarte e Chiffon.
Tarte dice di essere una fata, ma di fatto sembra a tutti gli effetti un furetto, mentre Chiffon sembra un peluche.

La trama in breve

Il terribile Moebius (leader di Labyrinth) è intenzionato a governare tutti i mondi paralleli, ma per farlo ha bisogno della memoria infinita: Infinity. Per fare in modo che questo “oggetto” appaia, deve prima essere riempita una gigantesca fiala con l’energia Fuko (ovvero “l’infelicità”). Per ottenere questa energia, i membri di Labyrinth provocano disperazione nelle persone attraverso l’utilizzo dei Nakewameke, che non sono altri che grandi oggetti animati o animali che vengono trasformati e ingigantiti per combattere contro le Pretty Cure.
In questa serie le nuove Pretty Cure dovranno, pertanto, impedire ai membri di Labyrinth di riempire la fiala, impedire che ottengano Infinity e sconfiggere Moebius.

Sviluppo della puntata tipo

Inizialmente lo sviluppo della puntata tipo è il solito: problema di una delle protagoniste, “disperazione” generale, arrivo del membro di Labyrinth + Nakewameke, risoluzione del problema e sconfitta del Nakewameke.
Ho detto “inizialmente” non a caso, poiché attorno all’episodio 20 in poi la serie riesce a catturare per davvero, e anche le puntate successive, fino alla fine, risultano una piacevole visione (spesso commovente) e a quel punto possiamo dire addio alla solita routine dei primi 19 episodi circa.
Ad un certo punto si fa dunque spazio a temi come la famiglia, l’altruismo, la redenzione e la libertà, ognuno gestito nel migliore dei modi.

Nuovi nemici

I nuovi antagonisti appaiono fin da subito ed inizialmente sono tre: Eas, Westar e Soular.
Ognuno di essi ha i propri punti di forza e li vedremo praticamente fino alla fine, oltre ad inserimenti dell’ultimo minuto e ovviamente a Moebius stesso.
Questa volta, da questo punto di vista siamo proprio ai livelli di Splash Star: antagonisti carismatici e/o divertenti, capaci il più delle volte di mettere in dubbio il nostro tifo.
Sono risultati piacevoli anche gli scontri con essi e, come accennato nel paragrafo precedente, anche la redenzione di alcuni.

Combattimenti

Anche in Fresh PreCure! Dal punto di vista delle coreografie dei combattimenti non c’è molto da dire: le nuove eroine prendono a calci e pugni tutti i nemici, soprattutto dal ventesimo episodio in poi, anche se le scene in cui si lanciano contemporaneamente contro il nemico a gamba tesa, sono forse un po’ troppe. Chiariamoci, i combattimenti ci sono, ma il PreCure Double/Triple Kick viene eseguito un po’ troppo spesso, e altro non è che un calcio statico e disteso di più Pretty Cure contemporaneamente.
Infine, troviamo poi la mossa finale che, nel corso di varie evoluzioni, è risultata comunque originale, come il “Warui no, warui no, tondeike! PreCure Espoir Shower!” di Cure Berry, letteralmente “Cose cattive, cose cattive volate via! PreCure Espoir Shower!”. Graficamente appaiono come le altre mosse speciali delle altre serie più o meno, ma l’idea di metterci “Warui no, warui no, tondeike!” è stata carina, perché ricorda appunto quello che si dice ai bambini, che non devono fare “cose cattive/cose brutte”.

Graficamente parlando

Esteticamente i personaggi sono simili a quelli di Yes! PreCure 5 (e GoGo!), ma gli occhi sono resi in modo diverso. Per gli sfondi invece troviamo talvolta gli stessi problemi di Yes! PreCure 5 (e GoGo!), soprattutto negli esterni, con tratti approssimativi in “stile matita” per i contorni, ma fortunatamente poco frequenti. La colorazione invece appare talvolta approssimativa, come nell’episodio 22 dove troviamo lo stadio in rovina, che in alcune scene sembra colorato da un bambino delle elementari: pensavate davvero che non ci avremmo fatto caso?
Esteticamente risultano davvero ottime anche le due sigle di chiusura, entrambe realizzate in Computer Grafica: i modelli delle PreCure sono realizzati e animati in modo davvero soddisfacente, sarebbe bello vederli in un videogioco per PS3 in stile Raging Blast/Storm.

Musiche e voci

La colonna sonora risulta adatta alle situazioni corrispondenti, e il doppiaggio non è certo da meno: tutti i personaggi (a parte Miyuki), sono associati al doppiatore ideale, per non parlare di Chiffon e Tarte, il primo con una voce a dir poco adorabile ed il secondo che parla con il dialetto del Kansai!
La sigla di apertura cambia a circa metà serie, anche se si tratta di una versione leggermente diversa della stessa (e a mio avviso più bella). Le sigle di chiusura invece sono due, entrambe realizzate in Computer Grafica, la prima bella da vedere e orecchiabile, mentre la seconda a mio avviso è stata bella solo da vedere.

E la versione Italiana?

Sappiate che guardandolo in Italiano vi perdereste gli ottimi doppiaggi Giapponesi di Chiffon e Tarte, e non solo.
La sigla italiana invece, pur mantenendo il ritmo di quella originale Giapponese, risulta forzatamente intonata ma, se non altro, questa volta non troviamo parole riempitive come gli adattamenti Italiani delle precedenti sigle, tipo “sì!” “dai” “quindi state con me” “solo per voi” ecc.
Insomma, come al solito: guardatevelo in Giapponese.

Conclusioni

Fresh! PreCure è stato davvero bello, ed è riuscito a trasmettere nel migliore dei modi concetti come l’altruismo e la famiglia come poche altre serie prima d’ora. Non per questo mancano i combattimenti, sempre coinvolgenti, colpi di scena e personaggi carismatici (sia dalla parte dei buoni che dei cattivi). Decisamente consigliato, sia per i novizi del genere, sia per chi sguazza da tempo tra “maghette” ed “eroine”.

+ Alcuni passaggi sono emozionanti e/o commoventi
+ Personaggi carismatici, sia dei “buoni” che dei “cattivi”
+ Concept originale per alcuni nemici “evocati” (Nakewameke)
+ Sviluppo della serie e finale davvero apprezzabili
+ Ottimo doppiaggio…
– …a parte la doppiatrice di Miyuki, che non mi è sembrata adatta
– Abuso del “PreCure Kick”
– Le mini-storie dedicate a Inori (Cure Pine) sono quasi sempre sotto tono
– Le animazioni dei balli sono approssimative
– Doppiaggio Italiano non all’altezza della versione Giapponese (non perché sia fatto male, ma perché quello Giapponese in questo caso è decisamente su un altro livello)

Curiosità

* È la prima serie di Pretty Cure ad avere due sigle di apertura (il ritmo è molto simile, cambiano le parole)
* È la prima serie ad avere sigle di chiusura realizzate in Computer Grafica
* È la prima serie singola ad aggiungere una Pretty Cure a metà storia
* È la serie più lunga: 50 episodi
* Le mascots sono molto diverse rispetto a quelle viste fino ad ora, inoltre non finiscono le loro frasi con un suffisso.

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