Dragon Ball Z Sparking! Meteor – Recensione PS2

A cura di Kamie

Penso conosciate tutti Dragonball. Bene! Penso conosciate tutti anche la fortunatissima serie Sparking (nella versione EUR, Tenkaichi). Ancora meglio! Se avete sempre sognato un gioco perfetto di Dragonball, allora Dragonball Z Sparking Meteor farà al caso vostro.

Massima fedeltà

L’attuale titolo per PS2 e Wii (quest’ultima ha anche la possibilità di accedere alla sessione online) prevede il massimo livello di fedeltà che mai si è visto su qualsiasi videogioco della più famosa serie anime e manga degli ultimi vent’anni. Dragonball Z Sparking Meteor prevede non solo una partecipazione diretta all’interno di vastissimi campi di battaglia, ma soprattutto una fedeltà impressionante sia nel gameplay (che si dimostra subito fra i più profondi mai visti in un gioco di Dragon Ball), che nel parco mosse.

Nuovi personaggi, modalità Storia e altre novità

La Spike, in questo terzo capitolo, ha superato realmente se stessa, offrendo al giocatore oltre venti stage differenti e ben oltre 160 personaggi, tra forme base e trasformazioni, ognuno con il proprio particolare stile di lotta.

Come i precedenti titoli, anche questo avrà uno Story Mode (con il nome di “Storia del Drago”), che sarà il più ricco in assoluto, andando a ricoprire la prima serie fino alla conclusione di Dragonball GT, con i giusti intermezzi dei 14 movie della serie Z. La Spike, però, ha puntato tutto sul fattore Versus e sul gameplay, mostrando così uno Story Mode abbastanza scarno di contenuti, con tagli scandalosi che faranno storcere il naso a qualsiasi fan della serie. Nello Story Mode classico si potrà anche percorrere uno Story Mode con scenari alternativi, con i famosi “What If” (la classica domanda: cosa sarebbe successo se…?), che ci faranno spaziare dalla saga alternativa di Freezer fino alla saga di Majin Bu, trovandoci alcune volte alla guida dei cattivi più famosi della serie. I numerosi tagli nello Story Mode classico, però, non deve preoccupare i videogiocatori, i quali potranno comunque concedersi battaglie pressoché infinite grazie a tante modalità come il Time Attack, Versus Mode e la modalità Tenkaichi. Quest’ultima, conosciuta come il tanto acclamato “Torneo Mondiale” viene sostituito dal “Tour Mondiale del Drago”, dandoci  la possibilità di cimentarci sia con il classico Torneo Tenkaichi, che con determinate varianti (il classico Torneo Mondiale, l’onnipresente “Cell Game”, e altre due novità: Torneo dell’Aldilà e Deserto di Yamcha). Grazie a queste, Sparking Meteor dimostrerà subito il suo punto di forza, e cioè un gameplay profondo, ricco di combo e soprattutto all’altezza di effetti scenici spettacolari. Il parco personaggi, che come già detto conterrà ben oltre 160 combattenti, conterrà guerrieri classici come Goku e Vegeta, o Freezer, Majin Bu e altri del tutto nuovi ed inediti come il dottor Willow del secondo movie, oppure Suu Shenron di Dragonball GT, fino a personaggi del tutto bizzarri ma abbastanza forti (in questo gioco) da poter competere con i più grandi guerrieri di Dragonball, come per esempio Devilman o Arale. Non solo, grazie ad un gameplay ricchissimo e vario, il giocatore potrà divertirsi molto con una scelta di mosse del tutto differenti per ogni personaggio e soprattutto fedeli alla storia originale. Con la presenza degli stage più classici (come la Strada di Montagna o la Metropoli), vi saranno stage del tutto nuovi, ancora più vasti e che ripercorreranno i momenti salienti degli scontri più belli dell’intera serie (menzione d’onore agli sconfinati ‘Inferno di Janemba’ e ‘King Castle’), portando il già elevato numero del precedente capitolo a ben oltre trenta locazioni diverse. Sarà inoltre possibile interagire con lo stage a 360°, utilizzando anche l’alternanza giorno/notte per poter, per esempio, trasformare un Saiyan con la coda in Ozaru sotto una gigantesca luna piena. Se per molti Sparking Meteor potrà sembrare solo un “qualcosa in più” rispetto al precedente capitolo (Sparking! Neo / Tenkaichi 2), allora dovrà ricredersi provando questo nuovo titolo, e scoprendo così che Sparking! Neo non era altro che un antipasto rispetto a quello che Sparking Meteor ha da offrire. Non mettendo in dubbio l’eccellente ‘cambio di rotta’ fra il primo ed il secondo capitolo della serie, l’ulteriore passaggio dal secondo episodio al terzo sancisce una nuova evoluzione ed esperienza videoludica per il mondo di Dragonball, mostrando una grafica notevolmente migliorata, una fluidità ingame da far invidia, con una elevata velocità di gioco che riesce a non rovinare l’esperienza del videogiocatore con rari cali di frame rate.

La questione colonna sonora

Così come il primo e il secondo capitolo, anche Sparking! Meteor conterrà la maggior parte delle tracce che abbiamo avuto il piacere di ascoltare durante la serie animata (ma solo nella versione Giapponese del gioco). Per quanto riguarda la versione Americana ed Europea, invece, ritroveremo di nuovo delle tracce inventate di sana pianta e decisamente deludenti, a parte due o tre salvabili.
La recensione che state leggendo si riferisce alla versione Giapponese, Dragon Ball Z Sparking! Meteor, e quindi anche il voto al sonoro si riferisce a quello della versione Giapponese

Conclusione

Sicuramente, il terzo capitolo “made in Spike” è da annoverare come il miglior videogioco su Dragonball, inimitabile ed imbattibile, con ottima velocità di azione nel gameplay, ottimi effetti scenici e soprattutto una vastissima varietà di gioco che allieteranno il videogiocatore (soprattutto il più fedele) per un tempo infinito, divertendolo sempre. Un must per tutti, se si vuole realmente accedere al mitico e vero universo di Dragonball!

Grafica: 8,5
Sonoro: 9
Giocabilità: 9,5
Longevità: 9
Totale: 8.5

+ Numero di personaggi elevatissimo;
+ Gameplay e tecniche fedeli all’originale;
+ Elevato numero di combo;
+ Musiche originali dell’Anime (versione Jap)
– Story Mode tagliato nelle battaglie secondarie;
– Assenza delle musiche originali (versione Eur/Usa)

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