Dragon Ball Z – Recensione Anime

A cura di Ciadi

La seguente recensione si riferisce alla versione Mediaset, con doppiaggio in Italiano.
Goku è ormai adulto, si è sposato con Chichi ed ha avuto un bambino: il picco Son Gohan. Tutti e tre vivono felicemente tra le montagne, negli stessi luoghi dove Goku viveva da piccolo prima di incontrare Bulma. Dopo aver sconfitto Piccolo (Junior nella versione italiana), la pace era tornata sulla terra, ma ora una nuova minaccia si profila all’orizzonte. Dallo spazio arriva un potente guerriero di nome Raditz, che sostiene di essere un alieno della razza Saiyan e di essere niente meno che il fratello maggiore di Goku. Inizia cosi la serie di Dragonball Z, nella quale in nostro eroe scoprirà le su vere origini.

L’anime

Questa nuova serie rappresenta la seconda e ultima parte della trasposizione animata del manga creato da Akyra Toriyama. Questo sequel è stato trasmesso per la prima volta in Giappone nel 1989, mentre in Italia fu trasmesso per la prima volta nel 2000 sull’emittente privata Italia Uno. Il titolo dell’anime è identico all’originale, fatte eccezione per la sigla di apertura del cartone che viene intitolata “What’s my destiny Dragonball”. I disegni e le ambientazioni rispecchiano fedelmente quelle della serie cartacea, così come gli eventi narrati, anche se qui va fatta una precisazione: come per il precedente capitolo, anche in Dragonball Z sono presenti parecchi filler, e addirittura un’intera saga. Da questa serie sono stati tratti ben 13 film, 1 OAV e 4 episodi speciali.

L’Universo di Dragonball

Come per il precedente capitolo, anche qui molte battaglie hanno luogo sulla Terra, ma non solo: le avventure di Dragonball Z si espanderanno addirittura nello spazio. I protagonisti visiteranno altri pianeti distanti anche migliaia di anni luce dalla terra, e su questi affronteranno uno dei nemici più forti della serie: un’intera saga, infatti, si svolgerà quasi interamente sul pianeta alieno Namecc. Anche se lontani dalla Terra, i pianeti hanno una morfologia molto simile a quella terreste, con terre emerse e grandi distese marine. Altro luogo al centro delle avventure è l’Aldilà, Toriyama ha creato una personale trasposizione di questo luogo: esiste l’inferno, il quale è disegnato come un luogo tetro e buio, molto simile all’interno di una grotta, ed è il luogo dove risiedono le anime malvagie, tra queste figurano anche tutti gli avversari sconfitti e uccisi da Goku.

Il Paradiso invece, è dove le anime buone, sottoforma di “nuvolette”, vengono portate dopo la morte e dove i guerrieri più valorosi mantengono il loro corpo per potersi allenare anche dopo la scomparsa; è un luogo pieno di ampi spazi verdi (apparentemente infiniti) con parchi pieni di fiori, piante e fontane. In questi luoghi risiedono anche le divinità del mondo di Dragonball, i Re Kaioh, esseri che hanno il compito di controllare ciò che accade nella parte dell’universo di loro competenza. Uno di questi, il Re Kaioh del Nord, responsabile della parte di universo dove si trova la Terra, è uno dei personaggi più importanti, in quanto maestro speciale di Goku.

Scontri spettacolari

In questa serie i nostri eroi, e in particolar modo Goku, affrontano avversari sempre più potenti e agguerriti man mano che la storia prosegue, ed i colpi che si scambiano i contendenti non sono più solo corpo a corpo: nella serie Z si fa largo uso di onde energetiche, delle quali abbiamo avuto solo un assaggio nel primo Dragon Ball. Nella prima serie si assiste, infatti, all’uso della famosa Onda Energetica (o Kamehameha nella lingua originale dell’opera) colpo che però è usato solo da alcuni personaggi, in Dragonball Z invece, praticamente ogni guerriero, buono o cattivo, è dotato di uno o più colpi speciali che utilizzano il rilascio di energia, sottoforma di fasci di luce colorata. Alcuni colpi, benché assumano nomi diversi, sono presso che identici per forma, fatta eccezione per il colore dell’energia scaturita, altri invece sono molto particolari, sia per il mondo in cui sono eseguiti sia per il loro aspetto; l’introduzione di queste nuove mosse rende i combattimenti davvero unici e spettacolari.

Aspetto tecnico

La seria Z, rispetto alla sua precedente, sotto il profilo dell’animazione è leggermente migliorata: il disegno è più dettagliato e la fisicità negli scontri è molto più fluida. L’audio rimane di buoni livelli, così come il doppiaggio, anche se nella versione andata in onda sulla rete Mediaset, la voce di Goku sembra poco azzeccata. Piccola nota sulla sigla italiana: anche se orecchiabile, non risulta all’altezza di quella originale (“Cha-la Head-Cha-La”).

Benché l’aspetto tecnico sia sicuramente migliorato, la trama e la storia in sé rimangono sui livelli della serie precedente: l’introduzione di alcuni aspetti della vera origine di Goku e le nuove scoperte sul suo passato, di cui si viene a conoscenza col progredire degli episodi, rendono l’anime più avvincente ma alla fine il tutto si riconduce al solito scontro tra il protagonista e i suoi amici contro il cattivo di turno.

Anche questa serie ha subito pesanti tagli sia ai dialoghi sia alle scene di lotta, queste ultime molto più cruente e violente rispetto alla prima serie, comunque nessuna modifica porta a cambiamenti radicali rispetto alla puntata originale. Non mancano come consuetudine i filler (puntate ideate di sana pianta per le serie animate), su 291 episodi, ben 63 sono filler: in alcuni casi si tratta solo di brevi scene, in altri di interi episodi; è il caso della saga di “Garlic Junior”, una delle 6 totali presenti nella serie, che è interamente inventata e quindi non presente nel manga.

Conclusioni

Nonostante anche questa seconda parte della serie tratta dal manga rispecchi gli stessi schemi della prima, trama semplice e ripetitiva, il successo di pubblico non accenna a diminuire, e anzi aumenta sempre più. Goku, anche se diventato adulto, mantiene il suo carattere di bambino semplice e buono, sempre disposto ad aiutare gli amici e le persone in difficoltà, il suo spirito da eroe dall’animo generoso rimane lo stesso per tutta la serie. Anche i “cattivi” di turno (Freezer e Cell in particolare) sono stati disegnati e concepiti in maniera impeccabile, e questo unito alla numerosa schiera di nuovi personaggi introdotti e ai “vecchi” personaggi della prima serie, ha reso possibile che il successo della serie continuasse ancora oggi, a distanza di tanti anni dalla prima messa in onda.

A dimostrazione di questo, per il 20° anniversario della messa in onda della prima puntata di Dragonball Z, è stata realizzata la serie Dragonball Kai, ovvero la vecchia serie Z rivista e modificata togliendo tutti i filler e aggiungendo qualche nuova animazione nei combattimenti, il tutto rimasterizzato in HD.

http://www.youtube.com/watch?v=CeZJqa_TPzA&feature=related

+ Scontri molto spettacolari e coinvolgenti
– Troppe censure rispetto al manga (versione italiana)
– Trama semplice e ripetitiva
– Una sessantina di episodi filler

One Comment

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One Comment on “Dragon Ball Z – Recensione Anime
  1. Sinceramente non me lo ricordo troppo censurato in versione Italiana, mi sembrava si vedesse Tenshinhan quando perde il braccio (al massimo con il sangue nero invece che rosso) o Goku che viene trapassato assieme a Raditz dal Makanko Sappo di Piccolo…
    Cmq nonostante la leggendaria cha la head cha la, devo ammettere che anche la versione italiana non è male, ma penso sia più che altro per un discorso nostalgico.
    Dopotutto chiamare l’anime What’s my destiny dragon ball, invece che Dragon Ball Z, non è tuttora una cosa perdonabile.

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