Dragon Ball – Recensione Anime

A cura di Ciadi

La seguente recensione si riferisce alla versione Mediaset, con doppiaggio in Italiano.
Goku è un bambino di 12 anni che vive da solo tra le montagne (il suo unico famigliare, il nonno, è morto tempo addietro), è dotato di una coda simile a quella di cui sono dotate le scimmie e possiede una forza fuori dal comune. Un giorno Goku incontra Bulma, una ragazza di 16 anni in viaggio alla ricerca del leggendarie Sfere del Drago. La giovane ragazza scopre che Goku è in possesso di una delle Sfere, e scopre inoltre la grandissima forza racchiusa dentro di lui e le sue eccezionali doti di combattente: decide così di convincerlo a seguirla nel viaggio alla ricerca delle Sfere, dicendogli che così facendo sarebbe diventato ancora più forte. Goku accetta, anche per non separarsi dalla Sfera del Drago lasciatagli in dono dal suo amato nonno. Iniziano cosi le avventure di Dragonball.

L’anime

La serie animata è tratta direttamente dall’ormai famosissimo manga scritto da Akira Toriyama e pubblicato per la prima volta in Giappone nel 1984, mentre in Italia la prima stesura risale al 1995; la serie a cartoni invece è stata trasmessa per la prima volta in Italia nel 1989 sull’emittente Junior TV.

I disegni dei personaggi e degli ambienti rispecchiano in maniera molto fedele quelli presenti nella serie cartacea ed anche la storia rispecchia quella originale, fatta eccezione per i filler presenti lungo tutta la storia, che tuttavia non modificano in modo radicale la storia. Questa serie rappresenta la prima parte della storia raccontata nel manga, mentre la parte restante è narrata in “Dragonball Z”, che inizia subito dopo la conclusione di Dragon Ball.

Il mondo di Goku

Dragonball è ambientato sul pianeta Terra, morfologicamente diverso dal nostro mondo reale, ma per certi versi molto simile. Vi sono infatti continenti emersi, fiumi, montagne, boschi e grandi distese di acqua simili ai nostri oceani. In questo ambiente vivono sia esseri umani che animali antropomorfi senzienti. Tecnologicamente appare più progredito dei tempi nostri, figurano infatti dispositivi molto sofisticati come le capsule, piccole marchingegni in grado di racchiudere all’interno oggetti molto più grandi come mezzi di trasporto o addirittura piccole case, pronte per essere utilizzate in ogni momento; inoltre ci sono vetture volanti e costruzioni dall’aspetto molto futuristico. Il tutto è stato concepito e creato in maniera precisa, dimostrando un grande lavoro da parte dell’autore, infatti, esiste una vera e propria mappa dettagliata del pianeta terra e dei luoghi in cui Goku e i suoi amici vivono le loro avventure. In questo mondo è presente anche il Villaggio Pinguino, luogo principale di un altro manga scritto di Toriyama, vale a dire “Dottor Slup e Arale”, e lo stesso autore ha creato un crossover in cui Goku vivrà una breve avventura affianco ad Arale, proprio nei pressi del famoso villaggio.

Le sfere del Drago

Il personaggio principale della storia è sicuramente Goku, che lungo tutto l’arco temporale narrativo sarà affiancato da altri personaggi che si possono considerare co-protagonisti, quali i suoi futuri amici Krillin, Yamcha, lo spassoso Maestro Muten (o Genio delle Tartarughe nella versione italiana) che sarà il maestro di arti marziali di Goku, la geniale (e bellissima) Bulma ed una miriade di altri personaggi. A farla da padrona però, saranno le Sfere del Drago (da cui il titolo in inglese Dragonball), sette leggendarie sfere che portano impressa una o più stelle (la prima sfera ne ha una, la seconda due e cosi via), e, raccogliendole tutte, danno la possibilità di evocare un drago che realizzerà qualsiasi desiderio. Le sfere create da “Dio” (chiamato “Il Supremo” nella versione italiana), sono sparse per tutta la terra e possono essere trovate grazie al Radar cerca sfere, progettato e costruito da Bulma.

La storia dell’anime è divisa in 6 saghe: in molte di queste Goku e i suoi amici dovranno vedersela con avversari sempre più pericolosi e agguerriti che stanno anch’essi cercando le Sfere del Drago, le altre saghe invece trattano le edizioni del famosissimo “Torneo Tenkaichi”, (un torneo di arti marziali del mondo di Dragonball) e dell’allenamento sostenuto da Goku e dai suoi compagni per parteciparvi.

Tutto questo permetterà allo spettatore di assistere a combattimenti e scontri molto movimentati, alcuni molto duri e cruenti altri più spassosi e divertenti, tutti ben realizzati e molto sempre interessanti.

L’opera nei particolari

Va detto subito che dal punto di vista grafico la storia mostra i segni del tempo, il disegno è si pulito e ben definito e il character design rispecchia molto fedelmente quello dalla mano di Akira Toriyama, tuttavia i colori risultano un po’ spenti, dando un aspetto poco appariscente alla serie animata, e gli stessi fondali delle animazioni a volte appaiono un po’ troppo monotoni e ripetitivi. Tuttavia il risultato finale è comunque di buon livello, se consideriamo che il cartone è stato realizzato più di 20 anni fa ormai. Nulla da eccepire invece per ciò che riguarda il doppiaggio, ben realizzato, anche per la versione andata in onda sulle reti Mediaset. Menzione speciale va fatta per le sigle soprattutto per quella della versione italiana, particolarmente ben riuscita, anche se ovviamente non ai livelli di quella Giapponese (“Makafushigi Adventure!”).

Purtroppo la nota dolente come spesso accade per le opere provenienti dal paese del “sol levante” sono le censure: Dragonball non ne è esente. Parecchie le scene tagliate o addirittura cancellate perché contenenti scene a sfondo erotico e/o considerate non adatte al pubblico più giovane (decisione questa piuttosto discutibile), qualche modifica è stata fatta anche ai dialoghi, spesso moderati o, più raramente, cambiati radicalmente. Come spesso accade anche in questo anime sono presenti diversi episodi filler: delle 153 puntate, ben 42 sono totalmente o solo in parte create dai produttori e non facenti parte della storia scritta del manga. Tali episodi però a volte si limitano a presentare alcuni personaggi in anticipo rispetto alla story-line del manga o allungano semplicemente alcune scene o parti della storia, senza però stravolgerne la trama originale.

Altra cosa da notare è il cambio dei nomi dei personaggi, in alcuni casi leggermente modificati (Son Goku il nome originale, semplicemente Goku nella versione italiana) a volte totalmente rivisti e modificati (Maestro Muten il nome originale, Genio delle Tartarughe nella versione italiana).

Concludendo…

I numeri parlano chiaro, Dragonball è un’opera che ha avuto un successo mondiale: continue ristampe del manga vanno sempre a ruba registrando vendite sempre alte, la serie animata qui in Italia, ma anche all’estero, è trasmessa continuamente nelle varie reti e registra sempre un buon successo di pubblico.
Dragonball è sicuramente un anime divertente e moto spasso da guardare, va detto subito però che si tratta di una serie animata molto “leggera” e poco impegnativa per cosi dire, la trama è semplice,  poco articolata e in alcuni casi con uno schema di eventi ripetitivo; il più delle volte le situazioni sono risolte dai soliti scontri tra “buoni” e “cattivi”. Dove ricercare allora il suo successo che ha avuto e che tuttora riscuote? Due sono i motivi principali.
Il primo è il mondo in cui si svolgono gli eventi: è avvincente, pieno di personaggi ben realizzati, divertenti e, soprattutto per quelli principali, credibili nei loro ruoli.
Il secondo è rappresentato dal personaggio principale Goku. E’ solo un bambino, ma rappresenta il perfetto eroe: forte, coraggioso, dall’animo nobile e dal cuore puro, non fa mai nulla con cattiveria ed è sempre pronto ad aiutare gli altri, e tutto questo senza perdere la voglia di scoprire e di essere affascinato dalle cose più semplici del mondo, proprio come fa un bambino. Dragonball ha appassionato, e continua a farlo, oramai da due generazioni e sicuramente avrà successo anche su quelle future, se non lo avete mai visto, vi consiglio di farlo, non ve ne pentirete.

+ Divertente e godibile
+ Alcuni personaggi memorabili
– Troppe censure rispetto al manga (versione italiana)
– Trama semplice e poco articolata
– Graficamente “vecchiotto”

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.