Dragon Ball: Raging Blast 2 – Recensione PS3/360

A cura di Kamie

Dragonball continua a far parlare di sé! Dopo il poco successo del primo episodio della serie Raging Blast, il Team Spike, che può vantare un passato formidabile grazie a capolavori videoludici come Tenkaichi 2 e Tenkaichi 3, ritenta di fra breccia nel cuore dei fan della serie con un dovuto sequel. Stiamo parlando di Dragonball Raging Blast 2, in uscita il 4 Novembre 2010 su PS3 e XboX360. Fin da subito il titolo lascia spiazzati (chi in negativo e chi in positivo) vista l’offerta grafica e tecnica che questo secondo titolo ha da offrire. Ma partiamo con ordine:

Una storia? No! Una Galassia da scoprire!

Il punto focale di questo secondo episodio è quella che viene chiamata Modalità Galassia, non esente da critiche, ma che ha bisogno di dovute spiegazioni. A differenza dei precedenti titoli della Spike, in Dragonball Raging Blast 2 si torna ai vecchi fausti di quello che potrebbe apparire come una tipica modalità dei più classici dei picchiaduro. Di certo non famosi per la loro capacità di creare cut-scene e modalità storia veramente coinvolgenti, quest’anno i ragazzi della Spike hanno deciso di rendere sempre viva l’azione degli scontri proponendo quello che agli occhi dei meno esperti può sembrare una modalità Arcade classica.

La Modalità Galassia farà rivivere una decina di sfide per tutti i personaggi attraverso una serie di battaglie tipiche (la classica scazzottata fra due avversari con un solo vincitore), o determinate sfide con condizioni da soddisfare (prova di forza, prova di destrezza nel concatenare il più alto numero di combo, prova di velocità, e così via), fino a raggiungere la sfida finale con il boss di turno, la cui vittoria ci permetterà di ricevere molti bonus e una preziosa Sfera del Drago. Prima di ogni sfida, inoltre, sarà possibile personalizzare e rendere più forte il nostro personaggio sia nelle sue caratteristiche principali, grazie ad abilità peculiari che sbloccheremo nel corso di ogni battaglia; oppure nel suo parco mosse, le quali verranno sbloccate dopo aver completato determinate sfide. La Modalità Galassia si mostrerà quindi come una evoluzione stessa della modalità Arcade, molto coinvolgente e che permetterà al giocatore di essere sempre in prima linea con le sue scelte. Vista la quantità di personaggi e la vastità delle sfide, tale modalità potrà annoiare anche i più accaniti fan, mostrando il vero nervo scoperto di questa modalità.

Di sicuro, la scelta apportata dal team Spike, e cioè quella di escludere uno Story Mode adeguato per far spazio ad un Arcade Mode ben studiato ma che alla lunga può annoiare, non farà felice un altro genere di fan che si aspettava una cura diversa da quella che per molti (erroneamente) viene vista come la modalità principale per questo genere di giochi. Oggettivamente, però, la Modalità Galassia risulterà essere ben strutturata e studiata e, nonostante la lunghezza della stessa, riuscirà a coinvolgere quelli che davvero hanno sempre desiderato uno spregiudicato picchiaduro a trecentosessanta gradi.

Dal Versus in poi…

Oltre la Modalità Galassia, che farà parte di una delle modalità principali (Partita Singola), saranno presenti altre piccole modalità che ci permetteranno di mettere in gioco le nostre capacità con i nostri personaggi preferiti. La Zona di Combattimento ci farà scontrare con un numero preciso di personaggi sempre più forti (la classica Torre di Karin dei precedenti giochi), dando la possibilità al giocatore di usare i personaggi personalizzati e resi più forti dalle nostre scelte anche durante gli scontri. Il Tutorial e l’Addestramento, invece, ci daranno l’occasione di testare tutte le mosse e combo che il gioco ha da offrire in maniera molto chiara. Tutto dipenderà dalle capacità del giocatore stesso, il quale, grazie ad un gameplay molto vasto e profondo, potrà padroneggiare fin da subito o dopo alcune settimane di pratica le tante mosse e combinazioni possibili per ogni personaggio.

La Modalità Battaglia, invece, raggrupperà il classico Versus Mode, il Tag Versus (la classica battaglia a squadre) e lo Scontro di Potenza.

Il Versus risulterà fin da subito molto accattivante, grazie alla rinnovata grafica degli stage, ad una difficoltà della CPU completamente rivista (e migliorata, rispetto al deludente primo episodio), e soprattutto ad un gameplay profondo e appagante. I giocatori potranno affrontarsi fra di loro in vasti stage completamente interattivi e profondamente rivisti. Menzione d’onore alla comoda  personalizzazione dei personaggi prima di ogni scontro, con un pratico menù di scelta che ci permetterà di personalizzare velocemente, e secondo i nostri gusti, il personaggio preferito.

La Battaglia di squadra si mostrerà invariato in quasi tutte le sue caratteristiche: si potranno scegliere sempre fino a cinque giocatori, i quali si daranno il cambio durante le sfide, con la possibilità che si venga intercettati durante il cambio dando il via ad una sequenza di tasti. Ma se nel primo capitolo tale sequenza era motivo di rabbia per molti giocatori seccati dal sorbirsi una sequenza abbastanza lunga da vedere, in questo secondo capitolo la CPU intercetterà e cambierà i propri giocatori molto raramente, rendendo così più fruibile lo scontro. Per ultimo, ma non meno importante, è l’impossibilità di cambiare subito giocatore. Come nel famoso Tenkaichi 3, si dovrà attendere dai trenta ai sessanta secondi prima di poter procedere ad un nuovo cambio.

Lo Scontro di Potenza è, invece, una battaglia speciale tra squadre composte da membri con un livello di potenza limitato.

Non mancherà poi l’onnipresente Modalità Torneo, con i classici tornei Tenkaichi e Cell Game, rispettivamente combattuti sul ring Tenkaichi (più grande, giocabile e con la possibilità di cadere fuori dal ring a seconda della scelta del giocatore), ed il ring di Cell.

Il Museo, invece, ci darà la possibilità di poter visionare filmati, schede dei personaggi e soprattutto una delle chicche di questo titolo, e cioè l’OAV “Il piano per lo sterminio dei Super Saiyan”, per la prima volta mostrato fuori dal territorio nipponico, completamente rimasterizzato in HD e ridisegnato.

La Personalizzazione Suprema, invece, risulterà il classico editor che darà facoltà al giocatore di poter scegliere determinati oggetti di potenziamento e mosse per poter modificare il proprio personaggio.

Solo grafica? Fortunatamente no!

Quello che salta subito all’occhio in questo secondo titolo è una grafica fuori dagli schemi, che si allontana dalle perfezioni a cui altri team ci hanno abituato. Con un effetto plasticoso sulla maggior parte dei modelli poligonali, questi ultimi risulteranno, però, molto più curati nelle chine e nelle ombreggiature rispetto al precedente capitolo, anche se con un sempre e costante problema di leggero aliasing. La pulizia grafica degli stage, invece, risulterà incredibile. Sebbene graficamente possano sembrare di una generazione indietro e poco fedeli allo spirito dell’anime, la tecnica grafica usata per gli stage, ai più risulterà convincente e migliore del primo episodio. L’interattività, inoltre, continuerà a giocare un ruolo fondamentale: oltre ai classici palazzi e rocce che si distruggono al solo impatto, questa volta anche il terreno si distruggerà non appena noi o i nostri avversari impatteremo contro quest’ultimo. Discorso a parte va fatto per gli effetti, ancora poco convincenti, mentre la fisica, sebbene migliorata rispetto al primo episodio, non ancora all’altezza di questa generazione. Altra nota positiva sul lato tecnico, invece, sono i 60fps costanti in ogni azione di gioco!

Sul piano del gameplay le note positive sono numerose: il battle system si mostrerà fin da subito molto profondo e difficile da controllare. Se questo può risultare per alcuni un punto negativo, è invece il vero punto vincente del titolo. La maggior parte dei personaggi avrà a disposizione una combinazione di tasti differente (a seconda dell’abilità del giocatore), e grazie al nuovo Raging Soul (la vecchia Massima Potenza di Tenkaichi 3), potremo dar sfogo alla nostra abilità concatenando un numero imprecisato di combo e tecniche speciali, sacrificando però la possibilità di usare Mosse Speciali e Mosse Supreme. Il piano strategico, invece, continua a risentirne. Il Team Spike non si è affatto sognato di aggiungere le famose Scorte Colpi (che davano la possibilità di razionalizzare l’uso di colpi e mosse speciali),  di dare una più efficace razionalizzazione dell’aura, così come di non aggiungere i molti vantaggi che le fusioni e le trasformazioni potevano offrire. Nonostante questo, l’intero battle system ha subito un notevole miglioramento rendendo così il primo Raging Blast un antico e cattivo ricordo.

Le eccellenze globali

Anche in Raging Blast 2 l’online sarà molto solido, con rarissimi cali di linea. La differenza fra offline e online sarà minima. Tale modalità permetterà non solo partite in singola, ma anche la Battaglia di Squadra fino a veri e propri tornei. Inoltre, una efficace (ma ancora non definitiva) razionalizzazione dell’aura e un bilanciamento di colpi speciali come il Senso Selvaggio o l’Immagine Residua metteranno a dura prova i giocatori dediti allo spam.

Conclusioni

In definitiva, Dragonball Raging Blast 2 si affaccia ad un’ampia utenza (non solo i più accaniti fan). Nonostante i molti pareri negativi, questo secondo capitolo della serie si mostra non solo ricco di contenuti ed extra, ma profondo e appagante nel più semplice concetto di gameplay e battle system. Sebbene i gusti della maggior parte dell’utenza si affacciano sul contorno di un titolo, disdegnandone il vero cuore, Raging Blast 2 fa centro nel fulcro stesso del genere a cui si affaccia: picchiaduro a trecentosessanta gradi, che non lascia sconti a nessuno. O lo si ama, o lo si odia!

GRAFICA: 7.5
SONORO: 8,5
GIOCABILITA’: 8,5
LONGEVITA’: 8
TOTALE: 8

+ Gameplay profondo, appagante e dall’ampia difficoltà, ma allo stesso tempo alla portata di tutti;
+ Alta longevità;
+ Online solidissimo e divertente;
– Continua mancanza dell’ala puramente strategica;
– Alcuni effetti visivi poco convincenti
– Fisica da migliorare
– Libertà di movimento da migliorare;

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