Dragon Ball Kai: Ultimate Butouden – Recensione Nintendo DS

Dragon Ball Kai: Ultimate Butoden è l’ennesimo gioco dedicato a Dragon Ball, ma fortunatamente non è una semplice mossa commerciale, a differenza di altri capitoli ben peggiori, sia su console casalinga che portatile.

Combattimenti a 3 dimensioni

Al primo avvio del gioco noteremo il modello poligonale di Goku accompagnato dalla versione instrumental di “Dragon Soul”, sigla di apertura di Dragon Ball Kai.

I personaggi sono realizzati in stile “deformed”, con la testa sproporzionata rispetto al resto del corpo, ma davvero espressiva. Ogni personaggio gode di varie espressioni facciali, dagli “occhi sporgenti” a sguardi temibili o concentrati. Anche i modelli poligonali sono ottimi per essere un gioco per Nintendo DS, lo stesso dicasi per le textures che rivestono i personaggi, difficilmente vedremo di meglio su DS da questo punto di vista.

Il problema è che lo stesso non si può dire di alcuni scenari, dotati di effetti grafici talvolta imbarazzanti, a volte addirittura fastidiosi (soprattutto la location di Namek distrutta, terribile). Le location che non presentano problemi di questo tipo, appaiono talvolta anonime, nonché assolutamente ripetitive.

La solita modalità storia?

Sì, circa. Come ben sapete, la serie Kai non è altro che il famoso Dragon Ball Z senza puntate filler (inventate) e con risoluzione e colori migliorati. Nonostante la storia sia ormai conosciuta anche dai muri, Game Republic è riuscita a renderla interessante anche per chi la conosce a menadito, grazie a scenari “what if” (cosa sarebbe successo se…), alcuni dei quali a dir poco esilaranti. Vale la pena citarne alcuni come “cosa sarebbe successo se Raditz avesse trovato Yamcha al posto di Goku” oppure “cosa sarebbe successo se Freezer avesse ucciso Goku al posto di Krillin”.
Tutti i capitoli della modalità Storia (what if compresi) sono introdotti da una schermata animata con il titolo in sovrimpressione, che ricorda la serie animata. Dopo questa schermata, nella maggior parte dei casi, partirà anche un filmato in grafica di gioco per spiegare i retroscena, anche degli scenari what if, sui quali è meglio non approfondire ulteriormente per non rovinarvi la sorpresa, ma vi assicuriamo che più di uno riuscirà a farvi ridere a crepapelle.

Ora di menare le mani

Il sistema di combattimento è basato fondamentalmente su 5 tasti: schivata, energia, presa, colpo debole e colpo forte. A differenza della serie Budokai, qui la schivata dà luogo ad una sorta di minigioco, nel quale colui che schiva può decidere se assestare un nuovo colpo, e se sì, in quale momento farlo. Infatti durante la schivata il tempo rallenta, permettendoci di decidere quando sferrare il nostro colpo, ma allo stesso tempo l’avversario può schivare e colpire nuovamente: questo dà vita ad uno scontro all’ultimo pugno, molto coinvolgente. Le mosse finali consistono invece in un minigioco vero e proprio, che varia da personaggio a personaggio. Il minigioco in questione ha 5 varianti: una sequenza di sfere da far avvicinare più possibile al centro, una sfera del drago di riferimento e altre 4 che ruotano (dovremo trovare quella corrispondente), una sfera di energia da muovere in uno spazio ristretto colpendo altre sfere, eseguire una serie di comandi a schermo ed infine far cadere una sfera di energia dentro un secchio, simile a Tetris. A seconda della nostra bravura nel minigioco, accumuleremo punti, dopodiché l’avversario dovrà partecipare allo stesso minigioco e, in caso ottenga un punteggio peggiore, subirà la nostra tecnica finale. Mentre l’avversario partecipa al minigioco, avremo 3 scelte: parare il colpo (dimezzando i danni ricevuti, automaticamente), schivare il colpo (avverrà solo ottenendo un punteggio maggiore del nemico al minigioco) oppure contrastare il colpo (anche qui solo ottenendo un punteggio maggiore, ma in questo caso il minigioco sarà più difficile).

Queste mosse finali saranno introdotte da un filmato con grafica in-game, come nei giochi di Dragon Ball per console casalinga, davvero un buon lavoro da questo punto di vista.
Purtroppo, talvolta si assiste a rallentamenti, non dovuti allo slow motion, ma bensì al motore grafico che occasionalmente non riesce a gestire tutte le azioni a schermo.

Il resto non è niente di nuovo, se escludiamo qualche piccola combo aerea e uno scenario dotato di elementi distruttibili, benché ripetuti ad ogni schermata (quindi poco credibile).

Il misterioso combattente

Per la prima volta in un gioco di Dragon Ball, abbiamo la possibilità di personalizzare il personaggio con tanti accessori, tra cappelli, maschere, oggetti da posizionare sulla schiena e così via. Per esempio io ho realizzato la mia personalissima N°18 (uno dei miei personaggi preferiti) con ali angeliche, un’aureola in testa e lo scouter verde sull’occhio sinistro. Anche le versioni alternative di default di ogni personaggio sono varie ed alcune andranno sbloccate, così come i combattenti stessi.

La rosa dei personaggi invece è abbastanza soddisfacente, ma ancora una volta non si capisce perché abbiano lasciato fuori Darbula e Gohan “Supremo”, deve essere proprio un vizio degli ultimi tempi (ricordiamo che la stessa situazione era accaduta con il primo Raging Blast per 360/PS3). E come allora, al loro posto sono stati messi personaggi dei film o OAV, come Bardock, Broly e perfino Kaiō!
Purtroppo, i combattenti non possono trasformarsi durante gli scontri, quindi le varie forme saranno disponibili nella schermata di selezione personaggio separate per “far numero”, ma in fondo non saranno troppo diverse da giocare (51 personaggi in totale, comprese trasformazioni).

Comparto sonoro

Le musiche di gioco sono ripetitive, alcune delle quali pure inappropriate per il contesto. Il doppiaggio è presente solo in alcune sequenze importanti, mentre tutte le altre sono completamente mute, con i personaggi che muovono la bocca senza produrre alcun suono (solo il 10% circa della storia è doppiato, comprese le tecniche finali).

Multiplayer

Il comparto multiplayer prevede scontri tra 2 giocatori con possibilità di selezionare fino a 3 personaggi a testa, i quali sostituiranno i combattenti sconfitti (niente tag quindi). Purtroppo il gioco non contiene una modalità online, ma solo combattimenti in wi-fi locale.

Conclusioni

Dragon Ball Kai: Ultimate Butoden è un buon picchiaduro, certamente non perfetto, ma sicuramente migliore di altri picchiaduro dedicati a Dragon Ball visti su console portatile e non. Il gioco si distingue per un sistema di combattimento divertente, modelli poligonali e textures dei personaggi molto convincenti e infine la modalità Customize per abbellire esteticamente il nostro personaggio, con tanti accessori da sbloccare.
Peccato per i rallentamenti nelle fasi più concitate, la mancanza di personaggi importanti come Darbula e Gohan Supremo, l’assenza della modalità WFC online, un comparto sonoro apparentemente casuale (sia nelle musiche che nella scelta delle sequenze da doppiare) e infine alcune location brutte da far piangere (sono solo 4 su 15, ma nella modalità storia ci troveremo spesso all’interno delle peggiori, appunto).

Grafica: 7.5
Sonoro: 4.5
Giocabilità: 7
Longevità: 7.5
Totale: 7.0

+ La modalità Customize
+ What if esilaranti
+ Combattimenti all’ultimo pugno
+ Personaggi graficamente ottimi…

– …ma alcune arene di combattimento talvolta terribili o addirittura fastidiose per gli occhi
– Manca la modalità WFC Online
– Comparto sonoro da dimenticare
– Mancano personaggi importanti per la storia
– Alcuni combattenti sono troppo sbilanciati

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