Dragon Ball GT – Recensione Anime

A cura di Ciadi

La seguente recensione si riferisce alla versione Mediaset, con doppiaggio in Italiano.
Sono trascorsi dieci anni da quando Goku è partito con Ub per addestrarlo presso il Santuario del Dio della Terra (Palazzo del Supremo), e ormai l’allenamento è terminato. Goku sta per tornare finalmente a casa, ma contemporaneamente arriva al palazzo Pilaf, il quale ha scoperto, dopo lunghissime ricerche, che presso il palazzo esistono altre 7 sfere del drago ancora più potenti rispetto a quelle originali. Nel momento in cui Pilaf trova le sfere e sta per chiedere il desiderio al drago, Goku arriva ancora una volta per rovinargli il piano: preso dall’ira e senza accorgersene, desidera ad alta voce che Goku torni bambino, e il drago esaudisce tale desiderio. Come se ciò non bastasse, Re Kaioh rivela a Goku che ha un anno di tempo per radunare le sfere del drago, che dopo il desiderio si sono sparse per l’universo, e chiedere di ritornare adulto, altrimenti la Terra verrà cancellata dalla Galassia. Così, grazie anche all’aiuto di Bulma, che costruisce una navicella spaziale adatta all’occasione, Goku, Pan e Trunks partono alla volta dello spazio per radunare le sfere.

L’anime

Questa terza serie animata, rispetto alla due precedenti “Dragonball” e “Dragonball Z”, non è tratta da alcun manga, ma creata appositamente per la messa in onda televisiva. La produzione è stata affidata alla Toei Animation, la stessa che ha prodotto anche i due prequel, e allo Studio Bird di Toriyama. Lo stesso Akira, che è l’autore del manga “Dragonball” da cui sono tratte le due serie animate omonime, anche se non è il creatore della serie GT, ha lavorato in prima persona alla realizzazione di questo terzo capitolo creando: la scritta GT, il robottino Gill, la navicella spaziale utilizzata da personaggi nella prima parte dell’anime, nonché la trasformazione in Super Sayan IV e il character design dei personaggi originali.

La serie animata conta 64 episodi, ed è stata messa in onda per la prima volta in Giappone nel 1996, mentre in Italia è stata trasmessa in prima visione nel 2001 dalla rete Italia Uno. Da questa serie è stato tratto un solo film.

Di pianeta in pianeta

Nella serie GT, ancora più rispetto alla serie Z, i nostri protagonisti vivono la maggior parte delle loro avventure tra gli innumerevoli pianeti visitati cercando le sfere del drago dalle stelle nere, che hanno trasformato Goku in bambino. Le ambientazioni sono molto varie: si va da pianeti interamente coperti da vegetazione e animali da ogni genere, a pianeti completamenti deserti, pianeti tecnologicamente avanzatissimi e abitati solamente da macchine e robot, e altri abitati da popolazioni più primitive. La maggior parte di queste scene, che fanno da sfondo alla storia, sono state realizzate dallo stesso Akira Toriyama e grazie anche al nuovo stile di animazione, danno un colpo d’occhio a tutta la serie davvero notevole.

Quasi metà della serie, ben 27 episodi, si svolge su questi pianeti alieni, mentre il resto della storia viene ambientato sulla terra.

Incongruenze ed errori

Dragonball GT, anche se non creato direttamente da Akira Toriyama, è in tutto e per tutto considerato parte integrante delle vicende di Dragonball e, per questo rientra nella storia canonica della serie. Tuttavia ci sono parecchie incongruenze tra questa serie e quelle precedenti: per cominciare proprio le “nuove” sfere del drago con le stelle nere, che fanno da filo conduttore di tutta la storia, non sono mai state nominate nelle saghe precedenti, né tanto meno erano rilevate dal radar cerca sfere. Ma ci sono anche altri errori abbastanza palesi: ad esempio Gohan nella serie GT lo si vede trasformarsi in Super Sayan, quando invece non dovrebbe visto che nella serie Z era stato allenato dal Sommo Kaioshin ottenendo poteri superiori a quelli dello stadio di Super Saiyan; un altro errore lo si ha quando viene affermato che i protagonisti percepiscono l’aura di N°17, questo però non è possibile visto che nella serie Z si è detto che non si possono percepire le aure degli androidi. Ci sono altre controversie nella la saga, più o meno evidenti, che vanno in contrasto con quelle precedenti. Tuttavia questi errori non sembrano aver intaccato il successo di tutta la serie.

Aspetto tecnico

Anche se come detto prima, la creazione della serie è stata fatta dalla stessa storica casa di produzione, la direzione dei lavori è stata affidata a persone differenti, e il cambio si nota fin da subito. Quello che appare più evidente è sicuramente il disegno: rispetto alle precedenti opere è molto più rifinito e i colori sono molto più accesi e sgargianti, la stessa animazione dei colpi energetici dei vari personaggi è stata migliorata, rendendo il tutto molto più spettacolare. Anche le musiche di sottofondo, davvero molto orecchiabili, sono state realizzate appositamente per la serie, cosi come le sigle di aperture e chiusura; nella versione in lingua originale ne esistono ben 5, una per l’apertura e quattro per la chiusura, mentre in Italia una sola sigla fa da opening ed ending. Anche il reparto di doppiaggio è buono e, cosa importante, sono state mantenute le voci storiche dei personaggi principali.

Purtroppo c’è da notare un lavoro deludente per ciò che riguarda la traduzione: molti, infatti, sono gli errori nei dialoghi e nei nomi di colpi e delle tecniche usate de vari personaggi, che inspiegabilmente hanno cambiato nome rispetto alle serie precedenti, cosa non sfuggita ai fan più attenti. Non ci sono state invece censure video che avevano afflitto i capitoli precedenti della serie.

Per ciò che riguarda la storia e la trama, il livello rimane piuttosto basso e non ci sono novità eclatanti: come per Dragonball e Dragonball Z, a fare da padrona è la ricerca delle sfere del drago e gli scontri che il protagonista dovrà inevitabilmente affrontare per il recupero delle sfere stesse. Va detto però che rispetto ai capitoli precedenti, non dovendo seguire la storia del manga e non essendoci filler, il ritmo di questa serie è molto più frenetico e non ci sono troppi tempi morti.

Conclusioni

Anche se non derivante da una seria cartacea di enorme successo come invece accaduto per le precedenti (parliamo di Dragonball e Dragonball Z), la serie GT ha goduto ugualmente di un foltissimo pubblico televisivo, e il merchandising che ne è stato ricavato (videogiochi, figures, giochi di carte collezionabili ecc.) ha riscosso un enorme successo, registrando vendite altissime. Sicuramente dal punto di vista dell’animazione grafica, l’opera è davvero impeccabile e molto godibile da vedere, ma gran parte del suo successo va attribuito alle opere precedenti, che hanno raccolto un pubblico vastissimo, gettando così le basi per un quasi sicuro successo di questa nuova opera.

http://www.youtube.com/watch?v=fPMn79KwVKc

+ Scontri spettacolari
+ Ritmo sostenuto
+ Molto buono graficamente
– Si sente la mancanza di Toriyama per la storia
– Traduzione da rivedere (versione italiana)
– Qualche incongruenza nei personaggi e relative abilità

One Comment

on “Dragon Ball GT – Recensione Anime
One Comment on “Dragon Ball GT – Recensione Anime
  1. Di dragon ball gt potete dire tutto quello che volete, ma la sigla italiana era troppo bella, oltre ovviamente a dan dan kokoro hikareteku.
    E poi…c’è Pan!
    Certo poi gli errori sulle abilità e livelli di potenza del gt ignora completamente quanto visto nello z, con un errore dopo l’altro, ma qualche punto buono ce l’ha anche il gt, a me è piaciuto molto Super N°17, per quanto compaia solo per 2-3 episodi, purtroppo XD

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