Disgaea DS – Recensione DS

A cura di Vampirehunter

L’arrivo di Disgaea su console portatile Nintendo conferma ormai la voglia da parte delle software house a puntare sempre di più su questa console anche sul lato RPG.
Questo porting farà conoscere la storia del principe Laharl ed il suo cammino per la riconquista del trono anche ai fan Nintendo, che accolgono, per la prima volta, un capitolo della serie Disgaea sulla propria console.

Piccole novità…

Sebbene sia un porting, la versione DS di Disgaea porta alcune novità rispetto alla versione casalinga per PS2.
Le novità più importanti sono sicuramente la modalità multiplayer e la modalità Etna già presenti nella versione PSP.
Proseguendo sono presenti:

– i Demon Gadget, oggetti sparsi per il terreno da battaglia utili per ricevere potenziamenti
– Personaggi sbloccabili, cioè la possibilità di usare, oltre ai personaggi presenti nel gioco per PS2, anche Adell e Rozalin di Disgaea 2, l’Overlord Zetta e Pleinair.

Comparto tecnico

Stavolta il 2D che contraddistingue tutti i capitoli di Disgaea non si presenta al meglio, causa il porting dalla versione PSP che ha portato un notevole downgrade riscontabile negli sprite dei personaggi che risultano essere ridimensionati e mal adattati allo schermo DS, le ambientazioni sono povere di dettagli e di colori, le animazioni e gli effetti durante le battaglie possono risultare a volte troppo approssimative e la presenza, a volte, di rallentamenti può far storcere il naso.
Il sonoro si attesta su un livello più consono alla serie, risultando vario e di buona qualità; il doppiaggio per la versione giapponese proviene dall’episodio per PSP, è buono e ben caratterizzato.
L’aspetto caratteristico di questo gioco di ruolo tattico è sicuramente il proprio battle system che mischia elementi tattici ad elementi puzzle in maniera minuziosa.
Disgaea presenta un Battle System a turni in cui i nostri personaggi potranno scegliere la propria mossa e il momento della sua esecuzione in tempi differenti così da permetterci di gestire al meglio le tattiche ed effettuare anche “team attack” grazie alla presenza di alleati accanto a noi.
Il Geo system permette di abbinare il Geo symbol al Geo panel così da sfruttare bonus o malus (dipende dalla presenza di nemici o alleati) su tutti i pannelli dello stesso colore.
Questo permette anche di creare catene di combo utili per sbloccare ulteriori bonus a fine combattimento.
Ogni personaggio è dotato anche di special e/o di magie da utilizzare consumando gli appositi SP e per sferrare colpi di potenza superiore al semplice attacco.
Il gameplay tanto geniale quanto immutato rispetto alle altre versioni subisce delle implementazioni per quando riguarda i controlli grazie alla presenza del touch screen ed anche grazie alla presenza della mappa sullo schermo superiore che aiuta visibilmente il giocatore e punta a rimediare le pecche presenti nella gestione della telecamera.
La portabilità del titolo viene minata dall’impossibilità di salvare durante i combattimenti, infatti sarà possibile solo nel castello di Laharl.

Un sonno durato 2 anni

Laharl, pretendente al trono degli inferi, viene risvegliato da Etna dopo un “sonnellino” di appena due anni e viene a conoscenza della morte del padre e delle pretese tra i vassalli per stabilire il prossimo Re.
Il cammino per la conquista del titolo di Overlord sarà pieno di difficoltà, umorismo, colpi di scena e tanto altro per un titolo che porta come sfondo l’assoluta contrapposizione tra bene e male.
Nel gioco avremo la possibilità di modificare il nostro party con l’aggiunta di creature grazie alla presenza della Dark Assembly, concilio di demoni che si preoccuperà di fornirci alleati in cambio del mana conquistato durante i combattimenti.
Questo concilio permetterà anche di farci accedere a livelli segreti, influenzerà i negozi degli inferi in base alle nostre scelte, ci permetterà di reincarnarci in altri corpi mantenendo le proprie abilità o di modificare le proprie caratteristiche.
L’Item World, invece, è una modalità che ci permetterà di potenziare i nostri oggetti all’inverosimile grazie ai combattimenti affrontati in questo particolare mondo in cui potremmo trovare creature in grado di influenzare anche le caratteristiche dell’oggetto in questione.
La longevità del gioco è abbastanza alta dato che si sviluppa per 34 capitoli e permette una personalizzazione del proprio party e del relativo equipaggiamento che di certo terrà impegnati i giocatori più esperti per tanto tempo, grazie anche al sistema di esperienza che permette di raggiungere livelli inarrivabili in altri Jrpg.

Nuova modalità

Nelle versioni portatili è stato aggiunta la possibilità di sfidare i propri amici in locale, purtroppo il gioco non ha la possibilità di connettersi alla WFC, quindi questa modalità può risultare marginale ed inutilizzata per chi non ha amici con lo stesso gioco.

Conclusioni

Un gioco non adatto a tutti i giocatori per il suo battle system a turni tattico e, forse, per il tempo da dedicare alla gestione del party e degli equipaggiamenti, però è sicuramente un titolo molto riuscito, in grado di soddisfare il palato di molti fans del genere e di tutti quei giocatori che contestano la scarsa longevità e rigiocabilità dei titoli di questo genere.
Disgaea riesce, inoltre, a divertire con dialoghi atipici, situazioni esilaranti e personaggi ben caratterizzati, oltre a questo porta innovazioni da non sottovalutare per quanto riguarda il sistema di combattimento e di gestione dei propri oggetti, dei propri personaggi e dei propri negozi. Peccato per qualche pecca dovuta al porting proveniente da un hardware portatile più potente come la PSP.

Grafica: 6.5
Sonoro: 8
Giocabilità: 7
Longevità: 9
TOTALE: 8

+ Longevo
+ Dialoghi sempre divertenti
+ Personaggi ben caratterizzati
– Doppiaggio audio poco frequente
– Non sempre il Touch Screen reagisce a dovere
– Rallentamenti occasionali
– Textures non all’altezza della versione PSP/PS2

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