Disaster: Day of Crisis – Recensione Wii

Dopo due capitoli su PlayStation 2, tornano i “disastri” su Wii, questa volta grazie a Monolith Software con questo nuovo Disaster: Day of Crisis. Il gioco, per chi non lo sapesse, è abbastanza originale: sopravvivere ai disastri naturali e salvare quante più persone possibile.

Graficamente il titolo non si discosta troppo dagli altri giochi dello stesso genere (sostanzialmente Zettai Zetsumei Toshi 1 e 2), anche se i progressi in questo senso riguardano gli anni trascorsi piuttosto che la console ospitante, che anche in questo caso si rivela ben poco superiore rispetto alla Playstation 2.
Il filmato introduttivo è molto interessante, sembra quasi il trailer di un nuovo film d’azione. Dopo aver preso visione del video, potremo finalmente impugnare wiimote e nunchuck e iniziare la nostra avventura.
La storia inizia ai piedi di un vulcano e vedrà il protagonista Ray, insieme ad un altro soccorritore, Steve. Mentre i due tornano verso l’elicottero che li aveva fatti scendere per effettuare un’operazione di salvataggio, accade l’irreparabile: il velivolo viene colpito da un detrito vulcanico e i due si ritrovano da soli sul fianco di un vulcano in eruzione. Ray e Steve vengono separati a causa della frattura del terreno e a questo punto le loro strade si dividono e in questa fase potremo finalmente controllare il solo Ray.
Ci verrà subito spiegato come muoverci all’interno del gioco e i comandi associati alle varie azioni. Ad esempio, ci capiterà presto di dover liberare i polmoni dai fumi provenienti dal vulcano e un tutorial ci spiegherà come fare tutto questo in pochi passaggi. Nel primo capitolo dovremo scappare dalla lava che cola dal vulcano ed effettuare altre azioni di questo tipo, prettamente di sopravvivenza. La fuga dalla lava avviene agitando nunchuck e wiimote alternativamente, come nel famoso minigioco di Wario Ware Smooth Moves.
Già dal secondo capitolo, invece, entrerà in gioco la componente “sparatutto su binari”. Oltre a dover salvare i nostri compagni, dovremo anche sparare contro i bersagli, in puro stile Time Crisis, con tanto di copertura tramite tasto Z. Il sistema di puntamento non è certo ai livelli di Resident Evil Umbrella Chronicles, ma è comunque buono. Inoltre ogni colpo sparato dal nostro personaggio genera un numero vicino al nemico, che rappresenta la quantità di danni inflitti e ovviamente un punto vitale più alto corrisponde ad un maggior punteggio. E’ presente anche una sorta di modalità zoom chiamata “concentrazione” che permette di focalizzare un punto per ampliare la visuale e quindi avere una maggiore precisione.

Il salvatore

Durante Disaster: Day of Crisis capiterà spesso di dover soccorrere persone ferite o incapacitate a muoversi. Non è un’azione indispensabile, ma contribuisce positivamente al punteggio finale del capitolo, permettendovi di aumentare le statistiche di Ray, come se fosse un gioco di ruolo. Incontrando un ferito, partirà un minigioco e, a seconda dei casi, questo sarà più o meno difficile da portare a termine, da un semplice spostamento per trascinamento fino alla rianimazione o al sollevamento di un peso che sta schiacciando il malcapitato.
I livelli sono abbastanza lineari e l’unica opzione a disposizione è la decisione di salvare o meno coloro che richiedono il nostro aiuto.
Anche l’orecchio vuole la sua parte, e infatti la colonna sonora è decisamente azzeccata e il video di presentazione è avvincente. Purtroppo le sparatorie presentano suoni poco adatti, ma se non altro le esplosioni e altri effetti ambientali sono realizzati discretamente.

Più avanti nel gioco potremo anche guidare vetture, ma purtroppo queste sessioni non sono esattamente all’altezza del resto del gameplay. Se la guida è tutto sommato accettabile, lo stesso non si può certo dire di ciò che ci circonda: macchine ferme e rare, modelli poligonali delle vetture approssimativi, collisioni e urti realizzati frettolosamente e distruzione dello scenario poco convincente. Per fortuna, però, le fasi in questione sono poche, quindi non influiscono troppo sulla valutazione tecnica.
Gli eventi quicktime sono invece quelli che troveremo fin da subito nel gioco, e che consistono in brevi minigiochi nei quale dovremo evitare ostacoli in arrivo o, nel caso dello scenario cittadino, evitare i muri che crollano a pochi metri da noi. Si tratta di espedienti già visti anche in altri giochi, come ad esempio in Resident Evil 4, ma almeno in quest’ultimo i tasti, in caso di fallimento, cambiavano, mentre in Disaster sono sempre gli stessi, riducendo sicuramente il livello di sfida.

Conclusioni

L’improbabile mix tra sparatutto su binari, minigiochi, salvataggi e disastri si è rivelato senza dubbio vincente. Un titolo originale, dotato anche di una storia che saprà intrattenervi, a patto che vi piacciano i film d’azione.

Grafica: 7
Sonoro: 8.5
Giocabilità: 7.5
Longevità: 8
Totale: 7

+ Mix originale
+ Trama e sviluppi avvincenti
+ Gameplay vario
– Sezioni di guida orribili
– Modelli poligonali e textures non sempre all’altezza

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