Dementium: The Ward – Recensione DS

A cura di Zio Nerd

Il Nintendo DS è un handheld universalmente riconosciuto come “console dei casual gamers”, ma oltre ad offrire ottimi titoli first party e altrettanto ottimi titoli third party, offre anche qualche FPS, che grazie all’accoppiata d-pad e touch screen riescono a funzionare piuttosto bene. Ora, provate ad immaginare un’unione tra un FPS ed un Survival Horror e otterrete uno dei migliori titoli per DS del 2007, vincitore di ben 2 award: Best DS FPS e Best DS Graphics.

Un ospedale, un’amnesia, una torcia e tanti mostri

Risvegliarsi in un ospedale deserto e devastato, durante un temporale e per di più senza memoria, non è una bella esperienza. Specialmente se a farci compagnia troviamo bizzarre e pericolose creature che sembrano uscite dai nostri peggiori incubi. Tutto ciò succede al protagonista di Dementium, che si ritrova per l’appunto da solo all’interno del Redmoor Hospital, con qualche ricordo vago di una donna uccisa selvaggiamente, un mostro e tanto sangue e desolazione attorno a sé. Partendo da una stanza dell’ospedale, dovremo farci strada all’interno dell’edificio, cercando di capire chi siamo e perché siamo lì e non meno importante, perché l’ospedale sia popolato da strane creature e tutto imbrattato di sangue. L’atmosfera è molto simile a quella di Silent Hill e la trama, attraverso indizi donati col contagocce, spingerà a voler proseguire fino all’incredibile rivelazione finale.

La meccanica di base del gioco si basa sull’alternarsi della torcia che useremo per illuminare gli ambienti (l’immancabile black-out) e le armi che troveremo qui e là per l’edificio, in maniera Doom 3. Non potremo quindi girare “tranquilli” sfruttando la possibilità di illuminare gli ambienti e difenderci allo stesso tempo, bensì dovremo alternare saggiamente tra torcia ed armi. Particolarità delle armi è quella di poter portare con sé solo un singolo caricatore per ogni arma, possedendo quindi poche munizioni e dovendo prestare attenzione a non sprecarle. Fortunatamente, molti mostri possiedono un punto debole, da sfruttare per eliminare i mostri con meno colpi possibili. Capiterà però comunque di ritrovarsi con basse munizioni e di dover ricorrere a delle armi da mischia, per la precisione un manganello ed una sega circolare di quelle utilizzate per segare le ossa. E qui sorge il primo problema relativo al gameplay: la sega circolare è molto più potente di ogni altra arma ed esclusi un paio di mostri, si potrà eliminare qualsiasi nemico nel giro di 1-2 secondi, a prescindere da dove lo si colpisce. Il secondo problema è relativo al respawn dei mostri: basta uscire da una stanza e rientrarci per ritrovare tutti i mostri appena eliminati, e ciò va a incidere ulteriormente sulle nostre scarse riserve di fuoco. Tuttavia, i mostri riappariranno negli stessi identici punti, quindi con un po’ di abilità e velocità, è possibile attraversare le stanze senza doverli affrontare, oppure avvicinarsi ed eliminarli tranquillamente con le armi da mischia, ma fortunatamente ciò non succede con i boss, che richiederanno ognuno una strategia specifica per essere eliminato.

Troveremo inoltre qui e là qualche enigma che ci impedirà di proseguire fino alla sua risoluzione, ma fortunatamente, non saranno mai enigmi difficilissimi, spesso si tratterà di trovare determinati oggetti o delle combinazioni per aprire determinate scatole.

Il gioco salverà automaticamente i nostri progressi all’inizio di ogni livello e mediante checkpoint sparsi all’interno di questi. C’è però da segnalare un piccolo problema al sistema di salvataggio della versione americana del gioco. Pur registrando i checkpoint, in caso di dipartita, il gioco costringerà a ricominciare il livello da capo.

Mai visto o sentito un ospedale così pauroso!

Sul piano tecnico, Dementium è ineccepibile, presenta un ottimo comparto grafico ed un meraviglioso comparto sonoro, ma andiamo ad analizzarli singolarmente.

La grafica del gioco è molto curata, e sfrutta il DS a dovere, offrendo locazioni dettagliate e differenziate, così come creature ben animate e graficamente bizzarre. Tuttavia, tra il riciclo di varie texture e modelli, nonché lo svolgersi del luogo quasi sempre all’interno dell’ospedale, può nascere un senso di ripetitività, ma difficilmente darà fastidio. Da segnalare l’ottima qualità dei giochi di luce effettuati con la torcia e il totale “effetto oscurità” se quest’ultima è spenta.

Passando al comparto sonoro, c’è da dire che fa la parte del leone. Le musiche angoscianti, gli effetti sonori da brivido lungo la schiena ed i versi dei vari mostri ci accompagneranno lungo tutto il nostro percorso, facendoci restare sempre guardinghi e attenti, ma creando tensione quando sentiremo dei versi che non riconosceremo, in quanto a causa del buio non sapremo mai cosa aspettarci. Ci sono anche alcune frasi che presentano del parlato, di qualità ottima.

Già finito?

La pecca principale del gioco è la sua breve, brevissima durata. Una prima partita non richiederà più di 4-5 ore per essere portata a termine e la totale mancanza di replay value, se non quella dettata dalla passione per il gioco, influisce ulteriormente su questo aspetto. E’ un vero peccato, perché Dementium offre un mix di atmosfera, trama e gameplay eccezionale, e si sperava durasse abbastanza a lungo.

Tirando le somme, Dementium è davvero un ottimo prodotto, capace di offrire le stesse emozioni ed atmosfere di Silent Hill o Doom 3, un gioco che sfrutta al massimo l’hardware del Nintendo DS, e che offre una trama oscura e misteriosa che appassiona moltissimo. Peccato però per la cortissima durata. Visti già questi ottimi risultati, vedremo cosa i Renegade Kid saranno in grado di tirare fuori dal cilindro per il suo sequel, in uscita ad Aprile 2010.

GRAFICA:9
SONORO: 9.5
GIOCABILITA’: 8
LONGEVITA’: 5
TOTALE: 8

+ Atmosfera perfetta
+ Misterioso
+ Comparto tecnico da urlo
– Cortissimo
– Sega circolare troppo potente
– Respawn dei mostri

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