Crimson Gem Saga – Recensione PSP

A cura di Zio Nerd

Risollevarsi da una brutta caduta non è sempre facile. Ai creatori del gioco Astonishia Story è toccato rialzarsi e cercare di migliorare la qualità della loro saga quando hanno creato Astonishia Story 2, noto in Giappone con il nome Garnet Chronicles e in America con il nome Crimson Gem Saga. Vediamo se il loro impegno li ha premiati oppure sono caduti nuovamente nel baratro della mediocrità.

Trama e Gameplay molto Old School

In Astonishia Story 2, impersoneremo i panni di Krillian, un giovane cadetto militare perseguitato dalla sfortuna. Prima non riesce a qualificarsi come miglior cadetto all’accademia militare, poi si imbatte in una ladra che lo deruba, ed infine viene quasi ucciso da un’entità maligna. Ma questo è solo l’inizio della sua avventura. L’avventura, purtroppo si sviluppa in maniera lenta, senza entusiasmare nemmeno nei momenti più “emozionanti”, oltre a risultare abbastanza prevedibile e presentare un paio di buchi narrativi che rimangono senza spiegazione. I personaggi presenti nel gioco, sono un mix di personaggi sviluppati in maniera accettabile e altri personaggi totalmente privi di carattere e personalità. E’ un peccato, perché le premesse per una trama interessante c’erano tutte.

Passando al gameplay, il gioco abbandona la struttura da RPG tattico per utilizzare un battle system a turni di natura classica, senza innovazioni particolari. In alto è presente la lista di turnazione, i personaggi sono schierati da un lato ed i nemici dall’altro ed entrambi i fronti attaccano usando attacchi fisici, magie e abilità. Un paio di particolarità, ma nulla di innovativo, sono dettate dalla possibilità di effettuare delle combo di attacchi fisici premendo il pulsante X nel momento in cui esso apparirà su schermo. Inoltre, ne’ i protagonisti ne’ i nemici potranno schivare gli attacchi in alcuna maniera. Per quanto concerne l’inizio delle battaglie, non sono casuali, ma i nemici sono visibili e ci sono tre modi in cui la battaglia può iniziare: sorprendendo il nemico, iniziare alla pari o essere sorpresi. Il risultato starà a noi e come ci muoveremo nella mappa per avvicinare i mostri.

Il sistema di crescita è affidato ad un classico sistema a livelli, mentre quello di sviluppo delle abilità ad un altrettanto classico sistema ad albero, dove sbloccare e poi apprendere le singole abilità dei personaggi. E’ stato aggiunto inoltre un sistema di infusione delle armi, per far acquistare ad esse differenti proprietà, come la possibilità di causare danni elementali o di aumentare le statistiche. Peccato che la parte relativa agli elementi sia pressoché inutile, in quanto la differenza in termini di danni è risibile, nonché spesso controproducente, perché nella stessa battaglia potremmo trovarci ad affrontare mostri che sono dello stesso elemento dell’arma, riducendo quindi i danni inferti.

L’esplorazione è anche questa veramente classica e semplice, così come i menù, i negozi e tutto il resto. La difficoltà del gioco invece è piuttosto alta, specialmente nelle fasi iniziali e finali del gioco dove, se si viene assaliti dai nemici, il rischio di un game over è elevatissimo.

Umm… Grafica godibilissima, ma il sonoro?

Parlando del comparto tecnico di questo gioco, è pressoché impossibile non lodare il comparto grafico. Pur rappresentando il mondo di gioco in 2D, la software house ha ottenuto un’ ottimo risultato, offrendo ambienti, artwork e animazioni di ottima fattura, che rendono il tutto veramente piacevole e mai stancante. Anche in battaglia il tutto è mosso alla perfezione, con animazioni dei nemici, dei personaggi e delle varie tecniche che utilizzeremo e subiremo veramente belle.

Passando al comparto sonoro, invece si rimane un po’ delusi dalla totale monotonia delle tracce presenti nel gioco, tutte molto insipide. Il doppiaggio invece è piuttosto buono, merito delle scelte in fase di trasposizione dei dialoghi e di un buon cast.

Essere troppo “lunghi” non sempre è un bene

Prima di farvi trarre in inganno dalla frase qui sopra, sappiate che la longevità del gioco è perfettamente nella media, in quanto per completarlo si impiegano circa 20 ore, un risultato standard nell’ambito delle console portatili. Il problema è che queste 20 ore sembreranno interminabili, specialmente a causa della lentezza della storia e del proseguimento in generale attraverso il gioco, anche nelle fasi esplorative. Se il ritmo fosse stato più alto, probabilmente il tutto sarebbe pesato di meno, oltre a risultare molto più godibile, se per esempio fosse stato spalmato lungo 15 ore.

Giunti alla conclusione possiamo dire che IronNos ha cercato di migliorare rispetto al precedente capitolo creato da Sonnori, ma purtroppo, pur avendo migliorato in certi settori è rimasto invariato o ha peggiorato in altri. Astonishia Story 2, pur presentando un comparto grafico di buon livello e un gameplay semplice ma godibile, è afflitto da seri problemi relativi alla trama e al comparto sonoro, risultando quindi, come il suo predecessore un mezzo tonfo.

GRAFICA: 8
SONORO: 6
GIOCABILITA’: 7.5
LONGEVITA’: 6
TOTALE: 7

+ Gameplay semplice
+ Buon comparto grafico
– Trama lenta e monotona
– Sonoro di scarso livello
– Difficoltà altalenante

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