C’erano una volta Spyro e Tenchu…

Sì, lo so che è triste fare i nostalgici a 22 anni, ma di recente penso sempre di più alla “vecchia” generazione videoludica, soprattutto la prima Playstation.
Nel corso degli anni passati a videogiocare (tanti), oltre a maturare una maggiore obbiettività, mi sono anche reso conto che ormai la maggior parte delle software house non sanno più cosa inventarsi, nel vero senso del termine (salvo per gli indie games), e tra improbabili sequel, prequel, cloni e simili, sono sempre più convinto che la maggior parte dei videogiochi meritevoli sia da ricercare nelle console del passato, fatta eccezione per rari casi come il sempreverde Super Mario.
Quello che non mi convince è l’incapacità di realizzare nuovi brand “solidi”, ma anche qui ci sono le dovute eccezioni, come Uncharted, Assassin’s Creed (tranne il primo, evitatelo) e così via, ma rimpiango Tenchu, attualmente “senza padrone”, l’originalità (iniziale) della serie Spyro, l’adorabile Klonoa ecc.
Insomma, nel periodo PS1 vedevamo nascere serie come appunto Tenchu, Klonoa, Spyro, Resident Evil, Tekken, Tomb Raider…mentre adesso? Tenchu è attualmente fermo a Senran/Z per Xbox 360, abbastanza deludente sia dal punto di vista tecnico, sia per l’assenza di una modalità storia, puntando su una componente online promettente, ma purtroppo poco riuscita. Spyro con l’uscita dei capitoli PS2 e PS3 ha dimostrato di non sapere più cos’altro proporre, mentre Klonoa si è fermato al secondo capitolo su PS2 (se escludiamo il remake del primo su Nintendo Wii, ma per il resto pare non se lo fili più nessuno).
Dove sono, dunque, i nuovi brand originali? D’accordo, su PSP sono nati Loco Roco, Patapon e altri, ma su PS3 e Xbox 360 cosa abbiamo di nuovo a conti fatti, a parte l’ennesimo capitolo di una saga nata su PS1 e dintorni?

3 Comments

on “C’erano una volta Spyro e Tenchu…
3 Comments on “C’erano una volta Spyro e Tenchu…
  1. Il discorso è ciclico: quando una saga non sa più cosa dire, viene inserita nel cassetto e si sviluppano nuove saghe e l’epoca PlayStation è stata sopratutto questo, il successo è stato grazie alla grande distribuzione della console e grazie al suo parco titoli composto da molte serie nuove, lasciandosi indietro molto di quello che si era visto su NES e SNES. Gli improbabili prequel, sequel e cloni ci sono sempre stati, in abbondanza sopratutto sulle vecchie console retro, mentre ora grazie al mercato ristretto a pochi grandi colossi su console vediamo solo dei timidi compitini ovvero giochi che non vogliono rischiare di turbare la moda o il palato mediocre del videogiocatore medio. La nascita dell’indie gaming è un pò quello che è successo a cavallo tra gli anni 80 e 90 quando nacquero Activision ed altre Software House che ora sono il prodotto da cui volevano differenziarsi. Quindi come ogni ciclo, prima o poi ne partirà o ne è già partito uno che si espanderà, si ingrandirà e si svilupperà fino a diventare la “moda” che oggi sopportiamo a fatica. Per fortuna rispetto ad altre forme di intrattenimento come musica e cinema, i videogiochi sono più veloci a far girare la ruota.

  2. sia chiaro, non mi lamento certo dell’”ennesimo tomb raider”, infatti non vedo l’ora che esca, però è innegabile che su PS3 e Xbox 360 di nuovo c’è ben poco, a parte i titoli che ho citato qua sopra, Kameo e qualcos’altro. Su PS1 invece abbiamo visto nascere Crash Bandicoot, Ape Escape e Dino Crisis, tanto per citarne altri 3…ora invece è tutto un sequel o prequel di qualcosa che esisteva già, o addirittura un gioco con meccaniche ben diverse ma che mantiene il titolo (vedi resident evil 5 per esempio).

  3. Hai pienamente ragione drev, ma come ha detto vampirehunter (che sicuramente è entrato nel mondo videoludico da prima di me e quindi è più esperto del sottoscritto) è un ciclo che esisteva e che esisterà sempre.
    Le sh vogliono vendere il più possibile, e se vedono un gioco che riscuote successo spolpano l’essenza del gioco fino al midollo, creando quindi sequel, prequel, spin-off e chi più ne ha più ne metta..
    Ed è anche giusto che sia così, altrimenti tutte le sh (tranne le poche che sanno sempre uscirsene come qualcosa di nuovo) sarebbero in bancarotta e non esisterebbe un mondo videoludico.

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