Castlevania: Lord of Shadow – Recensione PS3/360

A cura di Elvecio

Tempo di cambiamenti, anche per una storica serie di videogiochi platform che nel corso di molti anni sono andati a formare il fantastico mondo di Castlevania. Affidato il brand nelle mani degli sviluppatori spagnoli di Mercurysteam, Konami mette in mostra il titolo all’E3 2009, facendo subito clamore per il passaggio di gameplay, che approda ad un frenetico action che molto ricorda da vicino la serie God of War e il recente Dante’s Inferno. L’ambientazione, fortunatamente, non ha subito eccessivi stravolgimenti, per cui saremo ancora circondati da mostruose creature, ciascuna con le sue dettagliate caratteristiche. Il tutto, inserito in un contesto medioevale-fantasy ricco di storia.

Corre l’anno 1047, periodo funesto per l’umanità a causa di una serie di cataclismi che stanno portando inesorabilmente alla fine del mondo, causati anche dall’arrivo di mostruose creature demoniache. Vestendo i panni di Gabriel Belmont, membro della Confraternita della Luce, affronteremo un lungo viaggio nelle terre invase dall’oscurità, per tentare di ripristinare l’ordine sul pianeta e, tra le profonde speranze di Gabriel, tentare di riportare in vita la propria amata, Marie, morta alcuni giorni prima dell’inizio delle vicende narrate, per cause sconosciute. La trama è raccontata in maniera accurata e scorre piacevolmente: oltre a notare da subito delle cutscenes di impeccabile qualità, si nota con piacere l’interfaccia dei menù di gioco, creati sotto forma di “libro”, dove la narrazione viene descritta accuratamente, attraverso il punto di vista di un altro personaggio chiave dell’avventura. Inoltre da questa interfaccia è possibile ottenere continuamente informazioni sul proprio personaggio, sulla storia, sulle creature avversarie e molto altro.

Libro chiuso, avventura iniziata, e comincia la magia. Dopo aver preso confidenza con il sistema di controllo, si nota la somiglianza estrema con altri titoli action, in particolare Dante’s Inferno, con cui il titolo condivide davvero molto (trama, gameplay, perfino le armi). Copia spudorata? Non esattamente, poiché appare subito una profondità ed una qualità, non solo in termini di gameplay, che con il titolo EA hanno ben poco a che fare, e questo verrà rimarcato nelle prossime righe.
L’esperienza di gioco durante i combattimenti è davvero appagante, grazie ad un sistema di combo davvero molto buono. Il nostro protagonista è inizialmente dotato di una croce da combattimento, capace di allungarsi a dismisura grazie alla catena nascosta al suo interno, la quale risulta utilissima sia in fase di esplorazione che di combattimento, e diventa sempre più utile man mano che l’avventura prosegue, grazie ai potenziamenti offerti da alcuni santuari che incontreremo per la via. Alla catena sono assegnati principalmente due tasti, uno per un attacco potente e mirato, l’altro per tenere a bada nemici multipli, mentre con la pressione del grilletto analogico destro è possibile agganciare a distanza nemici e appigli anche molto distanti. Tramite la combinazione dei due tasti di attacco si dà il via ad un numero di combinazioni di attacco non indifferente e, soprattutto, davvero spettacolare. Oltre ad altre reliquie molto utili che si reperiranno durante il gioco (e che sbloccheranno altre numerose mosse d’attacco davvero impressionanti), il corredo del protagonista può vantare anche di armi usa e getta, quali coltelli da lancio, boccette di acqua santa e altri oggetti che non descriveremo per non rovinare la sorpresa. E non finisce qui.

A condire un gameplay già abbastanza appagante, gli sviluppatori hanno pensato bene di aggiungere altre due variabili di gioco di grande spessore, che si identificano nei medaglioni di Luce e di Oscurità. Ciascuno di essi aggiunge una barra di mana che viene ricaricato (tramite la pressione degli stick analogici) attraverso l’uccisione dei propri avversari e viene consumato se si entra nella relativa modalità speciale. In ciascuna delle due modalità si ha accesso ad un ventaglio di nuove possibilità che il giocatore deve saper sfruttare in ogni momento. I poteri della Luce consentono al protagonista di curare il proprio stato di salute ad ogni colpo inferto, mentre quelli dell’Oscurità permettono di aumentare a dismisura la propria forza di attacco, ed entrambi i poteri offrono almeno una mezza dozzina di abilità speciali uniche da dover sbloccare. A chiudere il tutto, è presente un sistema di “concentrazione” attivabile dopo un certo numero di colpi inferti in successione senza subire danni. In questa modalità il mana viene rilasciato dai nemici ad ogni colpo, ricaricando le barre dei medaglioni molto più in fretta. Attivando una delle due modalità “speciali”, tuttavia, il bonus viene subito azzerato, per cui bisognerà ogni volta riflettere con attenzione quando accumulare mana e quando scatenarsi, magari con qualche nuovo potere appena sbloccato attraverso i punti esperienza. Essi vengono accumulati dopo uccisioni e risoluzioni degli enigmi. Le abilità da “acquistare” con tali punti sono numerose, e con ogni probabilità sarà impossibile appropriarsi di tutte in una sola partita.
Il dinamismo delle battaglie è quindi impressionante, e l’apice di tutto ciò lo si intravede nello scontro con i boss, i quali talvolta metteranno alla prova tutte le scelte strategiche appena descritte, mentre altre volte costringeranno ad adottare metodi poco impegnativi in termini di button-smashing, ma visivamente spettacolari (si intravedono qua e là delle piacevoli analogie con il premiatissimo Shadow Of Colossus per PS2). Unica nota che fa storcere il naso, i quick-time event, a nostro avviso troppo semplificati e che non rendono giustizia alle spettacolari mosse a schermo.

Chiarita quindi l’inattaccabile validità del “cuore” del gioco, è bene citare anche il buon sistema di controllo, che rende le sezioni platform molto piacevoli. Le esplorazioni, a dir la verità, non sono poi così ricche: sebbene gli sviluppatori abbiano intelligentemente inserito un buon numero di bivi, l’azione resta quasi sempre su binari, del resto come la maggior parte degli action di genere analogo, fatta eccezione forse solo per la serie Prince of Persia o per Darksiders, action di ben più ampio respiro. Molto piacevole la presenza di numerosi enigmi, sebbene nessuno di essi sia davvero complicato, anzi, è perfino possibile saltare alla soluzione di esso per i meno pazienti (sacrificando un cospicuo bonus in termini di punti esperienza). La telecamera è fissa, ma si comporta in maniera variabile in base al contesto (si alza durante certe fasi di esplorazione, si allontana durante scalate di montagne ecc.) e, cosa molto importante, non si è rivelata fastidiosa in quasi nessun frangente, salvo qualche repentino cambio di inquadratura che può portare a confondere il giocatore. Se dovessimo muovere qualche difetto al sistema di controllo, ci sarebbe da accennare qualche bug che può dare occasionale fastidio. Ci è capitato di vagare in un vuoto infinito o rimanere incastrati in un certo punto del gioco, ma fortunatamente è bastato ricaricare il più vicino checkpoint (tutti molto vicini tra di loro), inoltre è capitato soltanto due volte nell’intero arco di gioco, per cui nulla di veramente preoccupante.

Sorprese anche sul fattore longevità. Il titolo Konami offre un alto numero di ore di divertimento: i livelli di gioco, nonostante non abbiano grande durata, sono davvero tantissimi, e le numerose locations ricreate dagli sviluppatori vanno così a riempire, nella versione Xbox 360, ben due DVD di contenuti. Da lodare, inoltre, l’assenza di alcun tipo di backtracking e la possibilità di riaffrontare in qualunque momento ogni singolo livello, possibilità che sicuramente attirerà i giocatori più incalliti, sia per accumulare punti esperienza, sia per raggiungere elementi di gioco che magari prima richiedevano particolari abilità, ma non solo: ogni livello rigiocato è accompagnato da un particolare obiettivo (ad esempio, sconfiggere il boss in un tempo prefissato o ammazzare un certo numero di creature) che, se raggiunto, fornirà al giocatore utili upgrade delle armi da lancio. Insomma, un modo molto intelligente di rendere rigiocabile il titolo, che tuttavia soffre a nostro avviso della mancanza di una endless mode che avrebbe reso il tutto ancora più divertente. Aggiungendo a tutto ciò i classici extra come artwork e skin del personaggio, possiamo decisamente promuovere l’ottimo lavoro svolto dagli sviluppatori.

Dal punto di vista tecnico, il titolo mostra decisamente i muscoli, sebbene sia necessario comunque evidenziare la presenza di alti e bassi. Indubbiamente il lavoro svolto a livello di texture, shaders ed effetti di luce è davvero impressionante (già il primo livello, sotto la pioggia, lascia subito con il fiato mozzato), così come il design generale. Su due console il cui hardware sente parecchio il peso degli anni, la conseguenza di tutto ciò è, prevedibilmente, un framerate piuttosto ballerino, che diversamente da titoli concorrenti, tiene faticosamente persino i 30 fotogrammi al secondo, per variare in maniera costante fino ai 15-20 frame in gran parte dello scorrere del gioco. C’è da dire che la versione 360 da noi provata (che sembra avere un framerate leggermente più basso rispetto alla controparte PS3) si è lasciata piacevolmente giocare fino alla fine. Certo, la fluidità delle azioni non sarà mai paragonabile né ad un Dante’s Inferno, né ad un qualsiasi Devil May Cry, ma il ritmo non esageratamente frenetico dell’azione assicura comunque una ottima fruibilità del titolo, che saprà catturare l’attenzione dei giocatori anche dal punto di vista estetico, grazie all’ottima cura per i dettagli già citata. Infine, merita un plauso il lavoro svolto per rendere veloci i caricamenti dei livelli: i livelli si caricano in pochi istanti, durante i quali viene anche raccontata parte della storia. A concludere, troviamo un comparto audio che risulta inattaccabile da qualsivoglia critica: il doppiaggio inglese è di buona qualità, e la maestosa soundtrack accompagna piacevolmente le azioni epiche del protagonista in ogni momento.

Conclusioni

Nonostante il repentino cambio di genere, anche i fan più puristi e tradizionalisti dovranno accettarlo: il nuovo Castlevania è un capolavoro a tutti gli effetti, capace di regalare numerose ore di divertimento ed emozione, grazie all’ottimo lavoro svolto da Mercurysteam. Piccoli ed occasionali bug ed un framerate non esattamente brillante non intaccano quasi per nulla un titolo realizzato con grande cura e passione, la cui qualità è senza dubbio paragonabile alla pluripremiata serie God of War. Consigliatissimo.

Grafica: 8,5
Sonoro: 8,5
Giocabilità: 9
Longevità: 8
Totale: 8,5

+ Longevo e divertente
+ Ottimo sistema di combattimento
+ Graficamente impressionante ma…
– …il framerate non è eccezionale
– Alcuni sporadici bug
– Manca una modalità endless

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.